Mangia i funghi raccolti dall'amico, signora 50enne finisce al pronto soccorso

La bassa tossicità dei miceti ha evitato il peggio, l'Ausl consiglia di rivolgersi sempre all'Ispettorato Micologico

La stagione dei funghi è rischiata di costare caro a una donna 50enne che, nei giorni scorsi, è finita in pronto soccorso dopo una mangiata di miceti. La signora aveva consumato dei funghi spontanei raccolti da un amico e aveva iniziato a sentirsi male tanto da dover ricorrere alle cure dei medici del "Franchini". La bassa tossicità, tuttavia, ha evitato il peggio e non ci sono state gravi conseguenze tanto che, dopo poche ore, la 50enne ha potuto lasciare l'ospedale. Nelle settimane precedenti, sempre  provincia di Rimini, si erano verificati altri 5 casi con 8 persone intossicate tra cui 2 bambini. Questi casi si aggiungono ai 2 i casi di intossicazione già verificatesi nel 2016, per un totale di 8 casi e 11 persone coinvolte. Già in crescita rispetto a quelle complessivamente verificatesi nel 2015 che sono state 6 con 8 persone coinvolte. Ogni anno sono circa 200 i certificati di controllo funghi eseguiti nel Riminese.

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Gli esperti micologi dell’Ausl Romagna raccomandano attenzione al corretto riconoscimento del fungo, buona conservazione dello stesso e adeguata osservanza delle prescrizioni relative alla cottura sono le tre regole d’oro per un consumo sicuro. E’ bene raccogliere solo funghi freschi e di sicura commestibilità, non impregnati d’acqua, ammuffiti, invasi da parassiti fungivori, semicongelati, troppo vecchi, eccessivamente piccoli o comunque al di sotto delle dimensioni previste dai regolamenti. E’ comunque buona norma non far consumare funghi spontanei a bambini, persone anziane, donne in stato di gravidanza e a tutti coloro che soffrono di patologie allergiche, del fegato, stomaco ed intestino. 

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