I no vax in piazza, il giornalista Gramiccioli: "I nostri figli esclusi dalle scuole come i bimbi ebrei nel '38"

Claudio Simion, presidente Comilva: "Rimini è la nostra casa, dobbiamo continuare a batterci per i nostri diritti restando uniti"

Solo un migliaio di persone delle quattromila annunciate. Piazza Cavour non è gremita come gli organizzatori della manifestazione Libera scelta si aspettavano. L'entusiasmo, però, tra i partecipanti dell'evento non è scalfito di una virgola. L'appuntamento è alle 17.30 sotto le finestre di Palazzo Garampi, e al centro del dibattito c'è l'ordinanza del sindaco che prevede multe alle famiglie non in regola con gli obblighi vaccinali per i loro figli.

A salire sul palco sono diversi rappresentanti dei vari gruppi, c'è chi arriva dalle Marche e chi dal Veneto. E c'è anche il giornalista e attore romano David Gramiccioli che nel suo lungo intervento non va per il sottile: "I nostri figli vengono esclusi dalle scuole come i bimbi ebrei nel '38". E il rimando alle leggi razziali torna più volte. Nel suo intervento c'è spazio per contributi video, fra cui uno stralcio della puntata di "Porta a porta" con ospite Matteo Renzi che parla di vaccini, fischiato dalla piazza, quello della senatrice a vita Elena Cattaneo o di Milena Gabanelli.

Dal palco gli organizzatori invitano sempre a mettere da parte la rabbia: "Vogliamo continuare ad aprirci al dialogo ed essere liberi in questa scelta. Questa ordinanza è fantapolitica, ci stanno perseguitando. Non vogliamo essere gli uni contro gli altri". Alcune mamme salgono sul palco e al microfono urlano a gran voce: "Noi proteggiamo i nostri figli, è amore". Tra i gruppi presenti ci sono Il sentiero di Nicola, Uniti per la libera scelta, Genitori per la vita, Gruppi Uniti genitori Emilia Romagna, Eppur si muove e, naturalmente, Comilva.

Durante i discorsi arriva subito l'affondo contro il sindaco Andrea Gnassi e le amministrazioni che seguono il pugno duro, "come Cesena e Cesenatico. Non sono sindaci che ci rappresentano e non ci sentiamo rappresentati neanche da chi governa questa Regione". Nel mirino c'è la legge Lorenzin. A prendere parola è anche Claudio Simion, presidente Comilva: "Rimini è la nostra casa, qui siamo in tanti, dobbiamo continuare a combattere per i nostri diritti, sempre uniti".

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La testimonianza

Tra il pubblico è difficile riuscire a scambiare qualche parole, presentandosi come giornalista. Alle domande spesso le risposte sono dei sonori "no comment, con i giornalisti non parliamo". Una mamma riminese, invece, di 42 anni, non ha problemi a dire di non avere vaccinato i suoi bambini e di aver ricevuto le prime multe: "Ho due figli, di 8 e 5 anni, per il più piccolo sono arrivate le prime sanzioni per cinque giorni di scuola, il mio bimbo frequenta un asilo privato. Ogni giorno che lo portavo sapevo che misarebbe costato 50 euro. Le pagheremo, ma c'è chi non può ed è così costretto a vaccinare". Oltre al rischio di venire espulsi dalle liste delle scuole pubbliche, in tanti sono preoccupati. Ma a partire dalle elementari la situazione cambierà, perché l'ordinanza colpisce nido e materna. Certo, ci sono le sanzioni dell'Ausl, ma c'è anche l'obbligo scolastico.

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