Rimini Marathon: grandi emozioni per i pazienti di "Move Your Life"

La nuova iniziativa IOR volta a sensibilizzare le persone sull’importanza dell’attività fisica come arma non solo di prevenzione ma anche di cura delle neoplasie

Domenica 29 aprile si è tenuta la “Rimini Marathon”, evento che per la sua quinta edizione ha fatto il tutto esaurito in città facendo accorrere 8.000 partecipanti. Quest’anno la competizione è stata ancor più speciale in quanto ospitava per la prima volta il progetto “Move Your Life”, nuova iniziativa IOR volta a sensibilizzare le persone sull’importanza dell’attività fisica come arma non solo di prevenzione ma anche di cura delle neoplasie. È proprio per accendere i riflettori su quanto il movimento faccia bene anche nelle fasi di trattamento, aumentandone l’efficacia e diminuendo al contempo gli effetti collaterali, che lo IOR ha partecipato all’evento assieme ad un gruppo di veri campioni: 20 pazienti oncologici, che negli ultimi tre mesi si sono allenati per la competizione assieme al Personal Trainer, Danilo Ridolfi, e alla psicologa Elisa Ruggeri.

Alla fine di questo percorso, portato avanti con la collaborazione di Riminiterme e volto a preparare sia mentalmente che fisicamente i partecipanti al traguardo, i membri della squadra di “Move Your Life” hanno preso parte alla “Rimini Marathon” dividendosi in base alle proprie capacità. Nello specifico, 14 di loro hanno optato per la camminata di 9 km; 4 per il percorso di 16 km non competitivo; mentre 2 si sono addirittura cimentati nella 16 km competitiva. Il progetto è stato un successo: tutti i pazienti sono riusciti a tagliare il traguardo, trovando un aiuto e un sostegno anche dai numerosi runner che hanno incrociato sul cammino. Tantissime le emozioni al termine della gara e grande festa per la missione raggiunta: un obiettivo sportivo che vuole essere una spinta e una motivazione in più per continuare a perseguire con coraggio e determinazione quello che è l’obiettivo personale e più importante di ciascuno di loro, quello della guarigione.

“È stata una bellissima esperienza – spiega Morena, una delle pazienti di “Move Your Life” – sinceramente non ero sicura di essere in grado di arrivare al traguardo: quando invece sono giunta al termine dei 9 km ho provato una grande emozione. Sentirsi parte di una squadra dopo tanto tempo, assieme ai miei ‘colleghi’ pazienti, e condividere con loro questa esperienza, è forse la cosa più bella di lungo percorso, iniziato oramai tre mesi fa. Il ricordo più bello di domenica, che porterò per sempre nel cuore, è proprio il momento dell’arrivo, quando tutti insieme abbiamo aspettato una nostra compagna: anche lei credeva di non farcela, così quando ha tagliato il traguardo è scoppiata in lacrime. Ci siamo abbracciati forte: è stata davvero un’emozione intensa”.

“Il percorso svolto in questi mesi mi ha aiutato molto – afferma Mariana, un’altra partecipante – era chiaro sin da subito che non si trattava di qualcosa di competitivo, ma di un’iniziativa volta a farci stare meglio, sia fisicamente che mentalmente. Da quest’ultimo punto di vista fondamentali sono stati i colloqui che abbiamo tenuto a cadenze regolari con la psicologa, la dott.ssa Elisa Ruggeri. ‘Move Your Life’ è stato quindi un aiuto a tutto tondo, per affrontare ciò che la malattia comporta a 360°. Il giorno della Rimini Marathon è stata una grande festa: sono arrivata tra gli ultimissimi, ma non importa. Mi hanno aspettato tutti per farmi i complimenti, anche il nostro allenatore Danilo Ridolfi che è stato bravissimo”.

“Sono molto soddisfatto del mio percorso – conclude Valter, il runner del gruppo – mi sarebbe piaciuto prendere parte alla maratona ma purtroppo ho dovuto ripiegare sulla 16 km a causa di un’infezione che mi ha tenuto fermo per tutto il mese di marzo. È stato comunque bello vedere i miei compagni così carichi e motivati alla partenza, e così felici una volta tagliato il traguardo. La maggior parte di noi sta già pensando al prossimo appuntamento a cui partecipare insieme: questo significa che il gruppo è unito e che continueremo a vederci al di là del progetto ‘Move Your Life’”.

Questa la chiosa della dott.ssa Elisa Ruggeri: “L’iniziativa ha permesso di sperimentare coinvolgimento all’interno di un gruppo, supporto, accettazione, apertura all’altro nonché momenti di condivisione legati non solo l’esperienza dell’allenamento ma anche, seppur non necessariamente, ai vissuti di malattia. Per questo motivo ‘Move Your Life’ ha rappresentato un’esperienza importante, dolorosa, ma anche entusiasmante. Essi hanno avuto la forza e la possibilità di sperimentarsi in un momento così delicato della vita, per riconoscere e migliorare le proprie abilità di fronteggiamento delle difficoltà. Elemento determinante è stata la voglia di ognuno di loro di formare un gruppo unito e coeso, che ha permesso ad ogni partecipante di raggiungere un obiettivo così importante come il portare a termine un percorso in un momento in cui non sempre, soprattutto se in solitudine, la forza e la grinta riescono ad emergere. Insomma, il progetto ha rappresentato soprattutto un’opportunità di costruirsi nuove relazioni e nuove reti, che hanno portato in ognuno uno spazio di normalità all’interno del caos che una malattia oncologica può creare”.

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