Vendita fuori orario e alcolici ai minori: chiusi due minimarket nella zona mare

Entrambe le attività sono state sorprese più volto a trasgredire ai regolamenti tanto da far scattare la sanzione

Serrande abbassate per 15 giorni per due minimarket, entrambi nella zona mare di Rimini, sorpresi più volte a vendere alcolici fuori orario e ai minorenni. A prendere la decisione è stata la Questura e la Prefettura con i primi che hanno applicato il Decreto Minniti mentre, i secondi, il Codice della Strada. Le attività, gestite da stranieri, erano già finite nel mirino delle forze dell'ordine ma, nonostante le multe, hanno proseguito con le loro infrazioni. Dal 1° gennaio sono stati 238 al 31 luglio i controlli che la Polizia Municipale di Rimini ha effettuato nell’ambito dell’attività di contrasto alla vendita abusiva di alcol. Un’attività che si concentra per almeno l’80% nella stagione estiva sui tanti minimarket presenti nelle zone maggiormente frequentate dai turisti. Una serie di controlli ha portato a contestare 61 sanzioni per 93.626 euro complessivi.

“Ha la nostra piena e massima approvazione - sottolinea l'assessore alla Sicurezza, Jamil Sadegholvaad - la decisione adottata dal Questore di sospendere per 15 giorni l’esercizio dell’attività commerciale i cui titolari sono stati più volte sorpresi  e sanzionati dagli agenti della nostra Polizia municipale a vendere alcol a minorenni o a venderlo in bottiglie di vetro in orario vietato. Non solo perché l’applicazione della sanzione accessoria della chiusura è stato un provvedimento che abbiamo chiesto al Questore direttamente, al termine di un’attività di controllo costante che i nostri operatori quotidianamente, giorno dopo giorno, stanno attuando, ma soprattutto perché su una cosa non si transige: non si vende alcol ai minori. Questo – sia chiaro - non possiamo tollerarlo né lo tollereremo. In tutti i modi, con tutte le iniziative, anche inusuali e originali, che riusciremo a mettere in campo".

"Proprio un anno fa - prosegue - il Comune di Rimini decise di intraprendere ‘la via sperimentale’ di una innovativa ordinanza con cui si vietava a tutti gli esercizi di vicinato del settore alimentare e misto ubicati nelle zone di maggior presenza turistica di conservare allo scopo di vendita bevande alcoliche di qualsiasi gradazione in qualunque sistema e apparecchio di refrigerazione e raffrescamento presso i locali e le aree esterne delle attività. Un’ordinanza che venne impugnata da alcuni titolari di minimarket e che, dopo alcune sentenze positive al Tar, venne poi cassata dal Consiglio di Stato rendendo vane una ventina di sanzioni effettuate dalla Polizia municipale, ma soprattutto dando l’idea che tra le maglie delle norme una scappatoia si può anche trovare. Ne abbiamo preso atto, ma non per questo abbiamo cessato gli sforzi ne mai pensato di fermarci, anzi. Proprio come con le prime ordinanze contro la prostituzione abbiamo rilanciato con una nuova ordinanza, un nuovo impegno, rinnovate strategie, cercando d’utilizzare tutte le possibilità che la legge ci mette a disposizione per contrastare questo fenomeno consapevoli della pericolosità e dei riflessi sociali che ha specie sui ragazzi. Ne è nata una campagna capillare di controlli che da maggio a oggi ha visto la Polizia Municipale di Rimini procedere a centinaia di controlli a tappeto contro coloro i quali vendono alcol ai minori o comunque infrangono i regolamenti per la somministrazione di bevande. Un impegno straordinario e forte, che adesso sta dando i primi positivi frutti".

"Va fatta una ulteriore considerazione - conclude l'assessore - l’estate 2017 segna alcune importanti novità in ordine al contrasto di piaghe storiche anche per questo territorio. La lotta all’abusivismo commerciale, il sequestro di alloggi sovraffollati, la chiusura di locali che vendono alcol ai minori sono segnali precisi che le istituzioni e le forze dell’ordine stanno inviando, anche a molti altri territori alle prese con gli stessi problemi. Grazie alla sinergia, grazie all’incrmento di controlli e utilizzando appieno le potenzialità offerte dai nuovi decreti sicurezza oggi riusciamo a dare risposte di ‘tolleranza zero’.Se potremo contribuire a questo risultato lo dovremo anche all’impegno e alla collaborazione di tutte le forze di polizia che nei diversi ambiti di competenza si stanno impegnando giorno per giorno per rendere migliore la nostra vita e la nostra città.”

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“Come Confcommercio della Provincia di Rimini - commenta il presidente Gianni Indino - abbiamo da tempo sollecitato le amministrazioni comunali ad attuare controlli e verifiche sul rispetto delle regole nelle attività commerciali, dall’occupazione del suolo pubblico, all’esposizione delle merci, alla vendita di alcolici, rendendo nota la nostra soddisfazione per l’attuazione di capillari controlli su tutto il territorio. L’attività di controllo diviene uno degli strumenti più efficaci per il mantenimento della correttezza e della legalità e come ribadiamo sempre, chi si comporta secondo le regole non ha nulla da temere. A tal proposito, vogliamo sottolineare con forza la nostra vicinanza e la solidarietà ai commercianti riminesi che hanno ricevuto minacce dopo le denunce effettuate sulla vendita di alcol ai minori e nelle ore notturne. D’altra parte ci dispiace leggere lo sfogo che una commerciante del centro  storico, multata per un cartello abusivo, ha affidato ai media. Non possiamo ritenerlo giusto. Se vogliamo una Rimini a più alto tasso di legalità, spetta anche alle imprese adempiere agli obblighi e sottostare alle regole. Conoscendo le difficoltà e la burocrazia, ci adoperiamo in aiuto alle imprese, anche con nuovi servizi di consulenza che permettano alle aziende di stare in regola con i numerosi adempimenti previsti. Ma non possiamo lamentarci di illegalità, comportamenti illegittimi, concorrenza sleale e poi protestare se arrivano i controlli. La polizia municipale non avrebbe fatto bene a chiudere un occhio: da due errori non si fa una cosa giusta. Occorre comunque valutare la consistenza di qualsivoglia irregolarità secondo parametri di equità, che permettano a chi sbaglia di sanare le proprie mancanze con sanzioni adeguate al fatto contestato”.

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