Massacra a calci e pugni la propria compagna e poi cerca di darle fuoco

Arrestato per lesioni gravissime e maltrattamenti in famiglia un riminese 47enne che, nella serata di lunedì, ha picchiato selvaggiamente la convivente 50enne che voleva lasciarlo. La donna, portata in ospedale, è stata intubata e medicata

"Se i vicini di casa non avessero chiamato la polizia, preoccupati per le urla che arrivavano dall'appartamento, questa mattina staremmo parlando di un omicidio". E' in questa frase del dirigente della squadra Mobile della polizia, Nicola Vitale, che si riassume il violento pestaggio andato in scena lunedì sera in un appartamento di viale regina Margherita dove una 50enne originaria di Napoli è stata selvaggiamente picchiata dal suo compagno. Tutto è iniziato verso le 22 di lunedì, in un appartamento di un condominio a Rivazzurra, quando i vicini di casa hanno chiamato la polizia per le urla e le invocazioni di aiuto che arrivavano dall'abitazione. La pattuglia della Volante è arrivata sul posto a sirene spiegate e, dopo essere entrati nell'appartamento, davanti agli agenti si è presentata una scena raccapricciante. La 50enne era stesa a terra, coperta di sangue e in stato di semi incoscienza mentre il compagno, un 47enne riminese, aveva ancora le mani e i vestiti schizzati del sangue della donna. La vittima, con stretta al collo una guaina di plastica, presentava un profondo taglio al volto e un'ustione di primo grado alle gambe. L'uomo è stato immediatamente bloccato dagli agenti e, sul posto, è stato richiesto l'intervento dell'ambulanza del 118. Prima che i sanitari intubassero la 50enne, la donna è riuscita a raccontare come la lite si sia innescata a causa del suo desiderio di lasciare il compagno che, su tutte le furie, ha iniziato a massacrarla di botte. 

Prima è stata minacciata con un coltello da cucina poi, mentre la furia dell'uomo saliva, il 47enne l'ha afferrata per i capelli e iniziato a sbattere la testa sul pavimento. A terra intontita, il compagno ha infierito sul corpo della donna fracassandole un bicchiere sul capo e continuato a prenderla a calci e pugni per poi cospargerla di alcol dando fuoco al corpo. Arrivata in ospedale, i medici del pronto soccorso hanno riscontrato sulla 50enne ustioni di primo grado alle gambe, un trauma cranico e facciale con contusioni multiple al volto, la frattura del setto nasale, sospetta frattura all'emitorace sinistro, una ferita lacero contusa nella regione temporale destra e la frattura multipla delle costole. Sedata e intubata, solo nella mattinata di martedì è stata giudicata fuori pericolo con una prognosi di 60 giorni. Nel frattempo, l'appartamento è stato perquisito dal personale della squadra Mobile e della Scientifica recuperando il coltellaccio con una lama da 17 centimetri, il rotolo della guaina di plastica ancora sporco di sangue, il flaccone di alcol, 2 cavi elettrici sporchi di sangue con tracce dei capelli della vittima, il bicchiere infranto e l'accendino. Nella notte il 47enne è stato dichiarato in arresto, con le accuse di maltrattamenti in famiglia e lesioni gravissime, e trasferito nel carcere dei "Casetti".

L'uomo, una guardia giurata, in passato era stato più volte protagonista di fatti analoghi tanto da essere una vecchia conoscenza per le forze dell'ordine ma, la compagna, non aveva mai trovato il coraggio di denunciarlo. Solo nel marzo di quest'anno la 50enne si era rivolta alla polizia ma, dopo un paio di mesi, era tornata in Questura per ritirare la querela. Per il suo comportamento violento, in primavera il 47enne si era visto ritirare dal Prefetto il porto d'armi ma, nonostante questo, aveva conservato la pistola e, a maggio, era stato denunciato per porto abusivo di armi. 

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