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I metalmeccanici incrociano le braccia, fabbriche ferme: "Massiccia adesione allo sciopero a reti unificate"

I sindacati: "Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato quattro ore di sciopero in seguito alla rottura del tavolo di trattativa per il rinnovo del contrato collettivo nazionale"

"Da Piacenza a Rimini" i metalmeccanici dell'Emilia-Romagna oggi hanno lasciato "ferme" le loro fabbriche e "hanno aderito con percentuali molto alte allo sciopero, presidiato i cancelli delle fabbriche, partecipato a manifestazioni stanziali nelle piazze e di fronte alle sedi di Confindustria". Erano "distanti ma uniti" dalla diretta in videoconferenza dai cancelli della Ducati di Bologna, grazie alla quale i presidi hanno potuto 'parlarsi'. La Fiom-Cgil celebra così, parlando esplicitamente di un "successo", la riuscita della prima manifestazione della social-era per il rinnovo del contratto delle tute blu: non erano in piazza ma è stata comunque "una grande e collettiva manifestazione che ha visto anche la solidarietà del sindacato tedesco IG Metall, gli studenti dell'Uds e di Fridays for Future", evidenzia il segretario Fiom-Cgil dell'Emilia-Romagna, Samuele Lodi, intervenuto dal presidio permanente della Goldoni di Modena, dove prosegue una lotta da ormai due mesi. I presidi dell'Emilia-Romagna erano poi collegati anche alla Piazza nazionale di Roma. "Da tutta l'Emilia-Romagna arriva alle aziende metalmeccaniche un messaggio chiaro: il contratto si deve rinnovare a partire da giusti aumenti delle retribuzioni per tutti i lavoratori", aggiunge Lodi.

"A 12 mesi esatti dall’inizio della trattativa per il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici, FIM FIOM UILM hanno proclamato quattro ore di sciopero in seguito alla rottura del tavolo di trattativa per il rinnovo del contrato collettivo nazionale, rottura causata dalle imprese che hanno respinto totalmente le richieste avanzate dalle OOSS a nome dei lavoratori e annullato gli ulteriori incontri previsti.Nel rispetto delle norme in vigore a contrasto del Covid, che limita la normale possibilità di mobilitazione dei lavoratori, in tante realtà industriali della provincia di Rimini vi è stata una massiccia adesione allo sciopero - spiegano i sindacati riminesi - tra le altre Scm Group, Aetna, Scrigno, Masterwood, Focchi, Atlanta Stretch, Gruppo Celli, Caterpillar, Gruppo Indel e in diverse di queste aziende le Rsu hanno promosso dei presidi".

"Le Segreterie territoriali di Fim, Fiom, Uilm di Rimini per questo sciopero hanno promosso un’iniziativa, insolita per le abitudini dei metalmeccanici, nella zona industriale tra Cattolica e San Giovanni in Marignano: il presidio fuori dai cancelli della Fom Industrie si è trasfomato in un corteo di auto tra le vie e le aziende di quel polo industriale, il più significativo dell’intera provincia", spiegano i sindacati.

"L’obiettivo è stato raggiunto in pieno: uscire dalle fabbriche per dare visibilità alla lotta e alle richiesta dei meccanici, il rinnovo del contratto nazionale di lavoro come elemento di giustizia e di redistribuzione economica, aspetto essenziale in un contesto come quello attuale. L’obiettivo dei lavoratori metalmeccanici con le iniziative di sciopero e lo stato di agitazione (che significa sciopero del lavoro straordinario e delle flessibilità) è di riconquistare il tavolo di trattativa con Federmeccanica per riconquistare il contatto nazionale di lavoro. I lavoratori metalmeccanici non si femeranno fino a che questo obiettivo non sarà raggiunto".

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