Metromare, il Tribunale rigetta il ricorso di Riccione sulla sospensione del servizio

Nuovo colpo per la Perla Verde: il Comune condannato anche a pagare le spese processuali

Nuovo capitolo della "vicenda" Metromare. E, ancora una volta, è in ballo Riccione. Il giudice Lorenzo Maria Lico del Tribunale di Rimini ha infatti rigettato il ricorso presentato dal comune. L’amministrazione aveva chiesto in via cautelare la sospensione del servizio sperimentale denunciando carenze di sicurezza relative sia ai mezzi sostitutivi usati sia al percorso, oltre ad irregolarità dal punto di vista del rispetto delle norme di sicurezza nei luoghi di lavoro. La causa è stata discussa dalla parti il 10 dicembre nel corso di un'udienza. Secondo il Giudice "il ricorso è infondato e va rigettato". Il comune di Riccione è stato inoltre condannato al pagamento delle spese di lite quantificate in 4.396 euro nei confronti sia di Start Romagna che di Pmr, con l’aggiunta dell’Iva, per un totale di circa 10mila euro.

E, ancora, il rigetto è stato motivato evidenziando che "Il Comune di Riccione avrebbe dovuto allegare uno specifico inadempimento (anche sotto il profilo dell’imputazione dello stesso ad una o più delle controparti) e prospettare un’azione di merito che consentisse di valutare la sussistenza dei presupposti dell’invocata tutela interinale. In assenza di specifiche allegazioni idonee a fondare quantomeno la legittimazione ad agire del Comune si impone, anche sotto questo profilo, il rigetto del ricorso". Rispetto alla sicurezza nella sentenza si legge che "non può ritenersi che il sindaco possa agire in rappresentanza del lavoratori per far valere in loro nome la violazione delle norme in tema di sicurezza sul lavoro, difettando qualsiasi previsione normativa attributiva di tale legittimazione processuale".

LA REAZIONE DEL PD - "Il rigetto da parte del Tribunale sul ricorso presentato dal Comune di Riccione su Metromare rappresenta l’ennesima figuraccia per il Sindaco di Riccione Renata Tosi; tra l’altro prevedibilmente annunciata". A dichiararlo, in una nota stampa, è il Pd della Perla Verde che, allo stesso tempo, definisce "pesante" la motivazione dei giudici alla sentenza. "Renata Tosi - prosegue il comunicato dei Dem - avvolta ormai nel suo delirio di onnipotenza, pensando di dover fare lo sceriffo della contea, si mette addirittura a spendere risorse pubbliche per un ricorso riguardante la presunta mancata sicurezza relativi ai mezzi usati per la nuova linea del Metromare ed anche a quella riguardante i lavoratori. Il Giudice ha ovviamente stabilito che “…non spetta al Sindaco agire in rappresentanza dei lavoratori per far valere in loro nome la violazione delle norme in tema di sicurezza…”. In poche parole è stato comunicato al Sindaco di pensare a fare il proprio lavoro e non quello di altri".

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"Il problema - aggiunge la segreteria del Pd - è che per questa azione imprudente, il Comune dovrà sborsare 10.000 euro per spese di lite alle società verso le quali si è opposta; oltre a queste, occorre ricordare gli oltre 12.000 euro per un incarico legale ad un avvocato al fine di valutare la legittimità delle decisioni assunte dal Comitato Tecnico di Coordinamento del TRC nella riunione del 22 agosto scorso. Soldi gettati al vento, soldi dei riccionesi buttati via per impuntature personali relative a partite perse. Figuracce che si aggiungono a quelle istituzionali come l’assenza all’inaugurazione dell’infrastruttura. Tutto ciò mentre è stato stabilito in queste ore un potenziamento del servizio della linea Metromare dovuto all’andamento positivo della fase sperimentale in merito alle richieste dell’utenza, in particolare per avere corse fin dalle primissime ore del mattino ed in concomitanza con l’arrivo delle festività e per particolari iniziative. Si sta cioè lavorando sulla flessibilità dell’offerta del servizio, cosa che dovrebbe riguardare anche Riccione a pieno titolo per cogliere anche delle opportunità, cosa che invece vede la nostra amministrazione totalmente assente su questo versante. Renata Tosi e la sua maggioranza sono impegnati unicamente a remare contro in modo ostile, con l’aggravante che per farlo usano soldi pubblici, dei cittadini riccionesi e questo lo reputiamo un fatto molto grave, che non si addice alla buona condotta che un amministratore deve tenere e che deve avere sempre come primo obiettivo il bene per la propria comunità e non l’esprimere ripicche e ritorsioni per un proprio capriccio personale e politico".
 

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