Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

Addio al professore universitario Federicomaria Muccioli: "Ha insegnato a intere generazioni di studenti"

Il ricordo dello storico Giovanardi: "Era tra i più colti e raffinati studiosi nati a Rimini: un grecista sottile, un accademico stimato, un uomo generoso e disponibile"

Lutto in ateneo, si è spento il prof Federicomaria Muccioli: "Ha insegnato a intere generazioni di studenti"Lutto Lutto nel mondo della cultura e dell'università. Si è spento il professore riminese Federicomaria Muccioli, insegnante di Storia Greca a Ravenna per oltre 15 anni nei corsi della facoltà e poi del Dipartimento di beni culturali, e in passato al liceo Giulio Cesare di Rimini. La notizia della sua morte ha lasciato senza parole tanti ex studenti, amici e colleghi, fra cui il critico e storico dell'arte Alessandro Giovanardi che lo ricorda con grande affetto e stima, "un punto di riferimento".

Il ricordo dello storico Giovanardi, amico e collega

"A gennaio Federicomaria mi donò un breve, puntuale articolo sulla dispersa biblioteca riminese dei Malatesta che pubblicai su "Ariminum" - racconta Giovanardi - al tempo si parlava di partecipare insieme a un bellissimo convegno su Basinio che si sarebbe inaugurato proprio oggi a Palazzo Buonadrata, se la reazione all'epidemia non avesse cancellato tutti gli appuntamenti. L'annuncio della sua morte è giunta come una gelida coltellata, un po' come quelle notizie a cui non si riesce a credere, perché i recenti incontri invernali o le telefonate e i messaggi niente facevano trasparire del suo peggiorato stato di salute: si mostrava piuttosto divertito, sobrio, distaccato, preciso nei suoi giudizi. Federico era sicuramente tra i più colti e raffinati studiosi nati a Rimini: un grecista sottile, un accademico stimato a livello nazionale e internazionale, un critico esigente e nello stesso tempo un uomo generoso e disponibile, che amava le radici antiche, classiche e rinascimentali della sua terra e ne custodiva la memoria, rinnovandone le letture. Era un "burbero benefico" di cui ho sempre apprezzato l'ironia e la franchezza e con cui mi piaceva intrattenermi in finissimi pettegolezzi, che, si sa, nella vita sono importanti quanto la religione e la filosofia: chiacchiere taglienti ma senza malevolenza, sorridenti perché, scherzando delle debolezze del mondo della cultura, si rideva di noi stessi".

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Il cordoglio dei colleghi da Rimini a Ravenna

Tanti riminesi in queste ore stanno scrivendo sui social i loro messaggi di cordoglio e a ricordarlo solo naturalmente i colleghi di Ravenna. "Generazioni di studenti hanno imparato da lui il metodo critico, il controllo rigoroso delle fonti, la ricerca dell’autentico rispetto al falso, il confronto delle ipotesi - lo ricordano i colleghi del dipartimento ravennate di beni culturali - Esercizio tanto più difficile per la storia antica proprio perché i documenti sono pochi e incerti; da quelle lezioni non dovevano nascere solo nuovi storici o nuovi archeologi, ma cittadini in grado di capire e leggere il presente e la contemporaneità anche in ragione di quello sforzo critico cui li spingeva il loro professore, mai temuto ma piuttosto rispettato. Lo ricorderanno sempre i colleghi ravennati, ma la sua mancanza sarà avvertita anche nei bar e nelle trattorie dove si fermava a prendere un caffè o consumare un pranzo veloce nelle pause delle lezioni, a chiacchierare di futuro e di Plutarco, il suo scrittore più amato. Era impossibile non notarlo, non ricordarsi di lui e della sua borsa di cuoio piena di libri e del computer che teneva sempre con sé (è stato uno tra i pochi a non cedere alla comodità dello zainetto), della simpatia romagnola che sprigionava come un’aura irresistibile e attrattiva".

"Federico mancherà soprattutto alla sua famiglia, la moglie Manuela (il suo "faro di Alessandria" in questi anni, come ha scritto nel dedicarle uno dei suoi ultimi libri, "Storia dell’Ellenismo") e le due figlie Bianca e Ilaria. Ci resteranno i suoi libri che continueremo a leggere, e in particolare "La storia attraverso gli esempi" in cui hanno trovato sintesi le sue passioni: la storia e il racconto esemplare - continuano i colleghi - E’ un titolo da cui traspare l’infinita passione per i classici e l’autore che più di tutti li ha tramandati verso la contemporaneità: Plutarco letto dagli umanisti, dai giacobini francesi e gli intellettuali italiani del Risorgimento. Federico era costantemente affascinato dal rapporto tra le storie individuali, a volte sofferte e incomprese, le biografie dei singoli rispetto ai grandi eventi e le vicende della storia. Le esplorava negli antichi e nella contemporaneità, come quando ha studiato la vita, e la morte, del ciclista Marco Pantani (e lui stesso era ciclista: tutti lo ricordano a Delfi quando seguiva e spesso precedeva in bicicletta i colleghi convegnisti che si spostavano con un pullman). Se la storia, particolare o universale, si conosce e comprende attraverso gli esempi, il professor Federicomaria Muccioli è stato un esempio importante per tutti i colleghi, gli amici, i collaboratori, gli studenti che lo hanno conosciuto e incontrato. Come una delle Vite di Plutarco ci sarà tempo e modo, in futuro, per raccontarla e conservarne la memoria preziosa: pur nel dolore della perdita, la sua famiglia ne sia orgogliosa”.

Lutto in ateneo, si è spento il prof Federicomaria Muccioli: "Ha insegnato a intere generazioni di studenti


 

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