Si mostra nudo in web cam e finisce nel mirino di due ricattatori

La chat erotica si è trasformata in un incubo per un ragazzo riminese costretto a pagare un finto funzionario della polizia Postale per evitare una denuncia per pedofilia

Una serata piccante, davanti al monitor di un computer, si è trasformata in un incubo per un riminese 34enne finito nel mirino di due ricattatori. Tutto inizia lo scorso maggio quando il ragazzo, nei meandri della rete, finisce in un sito dove gli utenti comunicano attraverso la web cam e conosce una ragazza. La vittima viene irretita da chi si trova dall'altra parte dello schermo e, la conversazione, si fa sempre più hot fino a quando la giovane con cui sta chattando butta sul tavolo la proposta indecente convincendo il riminese a darle il suo numero di cellulare, per poter parlare meglio, e a mostrarsi nudo. Terminata la conversazione virtuale, dopo alcuni giorni il 34enne riceve una telefonata sul cellulare ma, dall'altra parte, invece della voce femminile c'è un uomo dall'accento meridionale che si spaccia per un funzionario della polizia Postale di Venezia. Il motivo della chiamata è presto svelato: l'uomo accusa il riminese si essersi intrattenuto con atti sessuale con una minorenne, la ragazza della web cam, e di essere stato intercettato dalla polizia. Il funzionario, tuttavia, si mostra tollerante tanto do fornire al 34enne una scappatoia.

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In cambio di una modesta somma, il finto poliziotto è disposto a chiudere un occhio e a far sparire sia le intercettazioni che il presunto filmato. Dietro il pagamento di 221 euro, da accreditare tramite ricarica PostePay, tutto l'incartamento sarebbe finito nel cestino e, di fronte a una denuncia per pedofilia, al riminese non resta altro da fare che correre nel tabaccaio sotto casa per versare la somma. Dopo alcuni giorni, tuttavia, il finto funzionario torna alla carica e, questa volta, chiede un pagamento di 161 euro da effettuarsi con le stesse modalità e, al 34enne, non resta altro da fare che obbedire ma, in lui, inizia a nascere un sospetto. Tornato davanti al computer, questa volta il riminese cerca di informarsi sul web e scopre che la sua situazione non è sconosciuta al popolo degli internauti. Su internet, infatti, viene a conoscenza di fatti analoghi e decide di rivolgersi alla polizia Postale, questa volta vera, per sporgere denuncia. Con una rapida inchiesta, gli agenti telematici sono riusciti a risalire agli autori del ricatto, un 37enne e una 22enne entrambi calabresi, che sono stati denunciati a piede libero per estorsione.

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