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I murales di Eron sul porto, spesi 76mila euro per ruggine e degrado

Alla fine (o all'inizio) della pista ciclabile e all'ombra della ruota panoramica, oramai simboli destinati ad essere consegnati alla storia della città, quello che era un arredamento urbano anch'esso a suo modo storico, giace nell'abbandono più completo "mangiato" da ruggine e salsedine

Alla fine (o all’inizio) della pista ciclabile e all’ombra della ruota panoramica, oramai simboli destinati ad essere consegnati alla storia della città, quello che era un arredamento urbano anch’esso a suo modo storico, giace nell’abbandono più completo “mangiato” da ruggine e salsedine. Quando, nel 2006, i graffiti di Eron sulla palata del porto di Rimini vennero inaugurati il Comune celebrò l’evento ricordando: "Eron ci ha restituito la palata del porto, punto  d’incontro e di socializzazione, l’opera non è più attaccabile dai vandali”. All’epoca, l’intervento di riqualificazione costò 76mila euro, metà uscirono dalle casse di palazzo Garampi e, metà, dagli sponsor privati società “Metro” e CNA Rimini; al Comune, poi, sono poi rimaste le 16 “prove lavoro” originali di Eron esposte al Museo della Città. Il writer riminese, a cui Riccione un paio di anni fa dedicò una mostra a Villa Mussolini, colorò i 200 metri di muro con fossili marini e dieci simboli dello storia riminese. Ma, a distanza di 7 anni, cosa è rimasto di quel lavoro che avrebbe riqualificato il porto?

Ruggine, squallore e vaghe vestigia del tempo che furono. Tutto giace abbandonato alle intemperie e alle mareggiate che ogni anno si abbattono sulla città senza dimenticare che, i pericolosi pezzi di acciaio arrugginito, spuntano da varie parti del murales coi loro spuntoni. L’amministrazione a quei tempi presentò l’opera come super “resistente agli atti vandalici, agli agenti atmosferici e all’aggressione della salsedine”. Evidentemente qualcosa non ha funzionato e, oggi, una passeggiata sulla palata è molto simile a uno slalom tra l’abbandono e il degrado.

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