Rinuncia alla plastica e aumenta i clienti: una gastronomia riminese batte oltre 20mila scontrini dopo la svolta green

Alessandra Carlini: "Usiamo vaschette in bioplastica ricavata dal mais e carta compstabile per gli affettati, i clienti sono entusiasti"

La spesa al reparto gastronomia della Poco di Buono è senza plastica. E ai clienti della Bottega diversamente bio di via della Lontra 53 (Grotta Rossa) piace così: infatti ha superato i 20 mila scontrini da quando è partita l’iniziativa nel 2019. “Anzi, vorrebbero spingersi anche oltre, portando i loro contenitori da casa, ma le normative non lo consentono per gli alimenti freschi», dice Alessandra Carlini, responsabile Relazioni esterne e fautrice del progetto di eliminazione degli imballaggi in plastica della Bottega diversamente bio.

Che alla Bottega Poco di Buono, oltre che per la qualità e l’etica del prodotto ci fosse attenzione ai valori dell’ambiente e del biologico era cosa nota. Riciclo e riuso erano temi sentiti sia dalla gestione sia dai clienti. Ma dal 2019 c’è stato il cambio di passo: al banco dei freschi via le vaschette in plastica per formaggi molli e altri prodotti freschi. "Al loro posto usiamo le vaschette in PLA, una bioplastica derivata dal mais", spiega Alessandra Carlini. Stesso destino per affettati e formaggi duri: gli involti porti al cliente sono di materiale compostabile, che devono essere conferiti nel contenitore dell’organico, «ma non nella compostiera di casa», precisa Alessandra. Per il reparto ortofrutta invece da sempre le confezioni sono in carta, giudicata più igienica, più naturale e migliore anche per il mantenimento dei frutti e degli ortaggi.

"Fin qui ciò che è nel nostro controllo diretto, ora stiamo sensibilizzando i fornitori – puntualizza Luca Ricci, presidente della PdB srl – questi usano la plastica negli imballi per vari motivi, ma stiamo facendo pressioni perché passino a materiali compostabili. Esistono, perché non dare un valore aggiunto ai loro prodotti? Noi lo facciamo e i clienti ci premiano con il loro sostegno. Alla cassa, da molto prima che ci fosse l’obbligo di legge, non diamo più sportine di plastica, gran parte di loro riutilizza i propri contenitori. I clienti sono davvero entusiasti. Qualcuno vorrebbe fare un ulteriore passo avanti, ci ha chiesto di utilizzare le loro vaschette per il fresco. E’ stato quasi imbarazzante dire di no e dover spiegare che le normative igieniche non lo consentono, ma conoscono la nostra sensibilità e sanno che continueremo a percorrere con loro questa strada senza plastica fin dove le normative e la tecnologia ce lo consentiranno".

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