Rimini nel giorno del ricordo, "l'atto vandalico? Gesto da vigliacchi"

Concluderà il programma commemorativo la Santa Messa celebrata da Mons. Agostino Pasquini, Cancelliere Vescovile, in programma domenica , alle ore 10.30 nella Chiesa di San Francesco Saverio (Suffragio)

Con la deposizione delle corone d’alloro alla “Biblioteca di Pietra”, il monumento sul porto dedicato alle vittime del Confine Orientale, si sono concluse le celebrazioni del Giorno del Ricordo, la solennità civile istituita dal Parlamento in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. Una cerimonia aperta da Monica Paliaga e Giovanni Ruzier, a nome delle associazioni degli esuli, ad aprire gli interventi che hanno preceduto la deposizione vera e propria a cui, oltre all’assessore Mattia Morolli in rappresentanza dell’Amministrazione comunale, hanno partecipato le autorità civili e militari, i rappresentanti delle associazioni degli esuli e, in rappresentanza di tutti gli studenti riminesi, i ragazzi della VB del Marco Polo, accompagnati dalla prof.ssa Anna Maria Verdino, che hanno dato lettura di alcuni brani tratti dai testi di autori istriano - dalmati - giuliani, frutto del lavoro di ricerca e approfondimento su cui si sono impegnati negli ultimi anni.

“E’ di pochi giorni fa la notizia di cronaca di un nuovo atto vandalico su questo luogo – ha detto nel suo intervento l’assessore Mattia Morolli -. Sono atti vigliacchi di chi non ha rispetto, di chi non ha valori, di chi non conosce, di chi non ha memoria. Soprattutto di chi vorrebbe offendere e ridicolizzare la nostra comunità che qui ha scelto di realizzare un segno permanente di civiltà e di umanità. La cosa singolare, e forse anche buffa, è che questi vigliacchi non si rendono conto di essere solo dei deboli. Perché noi oggi siamo qui, come lo scorso anno e come l’anno prima. E siamo ancora più motivati a rendere omaggio al Giorno del Ricordo. Questo è un luogo sobrio, senza fronzoli, senza enfasi. C’è un fragile leggio e ci sono piccole targhe che, sugli scogli, riportano i nomi di persone. Non serve altro, non c’è bisogno di aggiunte o sottolineature, perché anche la verità della storia è semplice. Nonostante le ideologie, nonostante le cortine fumogene, nonostante le strumentalizzazioni, le ipocrisie e gli interessi di parte, la verità è semplice e nuda. Il Giorno del Ricordo ci porta a una storia che per troppo tempo è stata celata ma che era lì. E’ una storia di sangue, morte, dolore, violenza, dentro una storia di sangue, dolore, morte, violenza".

"Questo luogo accanto al mare è un monito ma anche un ponte che non a caso si chiama ‘biblioteca’ - ha aggiunto Morolli -. Di pietra. Solida e silenziosa ma ferma e inequivocabile nel messaggio. ‘Il Comune di Rimini dedica agli esuli istriani, fiumani, dalmati e alle vittime dei conflitti di confine e delle foibe’ è inciso nella targa. Una mano tesa verso l’altra parte dell’Adriatico, e verso tutto il mondo. Quel mondo che forse non ha ancora imparato quella lezione, nonostante sappia, e bene, cosa stia dietro alla prevaricazione e alla violenza nel nome di un’ideologia o di una religione o di qualsiasi altra questione. Per saperlo basterebbe venire in questo luogo, davanti a questi massi e a questo scheletrico traliccio. Per conoscere la storia, semplice e cruda. Che è forte e non si lascia spaventare ne intimorire da gesti vigliacchi.”

La “Biblioteca di Pietra” è dovuta all’estro dell’artista riminese nato a Fiume Vittorio D’Augusta. Composta da trenta opere letterarie, il cui titolo e autore è ora inciso su targhe in ottone posizionate sui grandi blocchi di pietra del nuovo molo proprio in pietra d’Istria, è aperta da un leggio musicale che si protende verso il mare, per sottolineare con la semplicità e la leggerezza il rispetto dei luoghi.  Gloria Nemec parteciperà sabato, con inizio alle 10 al Teatro degli Atti all’incontro– destinatari gli studenti delle classi IV e V delle scuole secondarie di secondo grado - dal titolo “Nascita di una minoranza. L’esodo dei giuliano-dalmati”.

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Nell’incontro la storica parlerà dei tragici fatti in cui alla fine della seconda guerra mondiale, tra il 1947 e il 1954, centinaia di migliaia di italiani abitanti in Istria e in Dalmazia lasciarono la loro terra assegnata alla Jugoslavia, affrontando la difficile condizione di profughi. Migliaia invece rimasero nel nuovo stato vivendo in una situazione spesso difficile di minoranza. Questo incontro presenta la storia degli uni e degli altri. Informazioni e prenotazioni: Istituto per la Storia della Resistenza e dell’Italia contemporanea di Rimini, tel. 0541 24730, e-mail: iststor.rn@libero.it Concluderà il programma commemorativo la Santa Messa celebrata da Mons. Agostino Pasquini, Cancelliere Vescovile, in programma domenica , alle ore 10.30 nella Chiesa di San Francesco Saverio (Suffragio). Per il programma completo delle iniziative ricomprese nell’Attività di Educazione alla Memoria, si rimanda al sito, memoria.comune.rimini.it

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