'Pucci' Cappelli si difende: "erano solamente dei favori fatti agli amici"

Interrogatori di garanzia per i cinque arrestati nell'operazione 'Ubris' che ha scoperto un vasto giro di prostituzione nel night riccionese 'La Perla'

Interrogatorio di garanzia, giovedì mattina, per Vittorio De Leo, faentino 33enne, e Rodolfo Luciani, 68enne originario di Comacchio, gestori di fatto de 'La Perla'. Marco Cappelli detto 'Pucci', riminese 60enne direttore di sala del locale, Luca Lombini, 30enne tuttofare, e l'albanese Aurel Mekuli, 38enne ritenuto essere il pusher che riforniva di cocaina il gruppo. Tutti accusati, a parte lo straniero, di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione all'interno del night riccionese de 'La Perla'. Il gruppo, finito agli arresti domiciliari il 6 ottobre nell'ambito dell'inchiesta 'Ubris', è stato sentito dal gip tranne il De Leo che si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Luciani, gestore di fatto del locale fino al giugno di quest'anno, si è detto completamente estraneo alle accuse. Secondo la sua ricostruzione, le ragazze che si allontanavano dal night per 'intrattenersi' coi clienti provocavano un danno economico al locale non lavorando all'interno. Ed è in questo ambito che rientrano i soldi che i clienti pagavano per portare fuori le ballerine de 'La Perla': si tratterebbe, quindi, di un risarcimento per il mancato guadagno e non il pagamento di una prestazione sessuale. Lombini, invece, ha ammesso di essere un consumatore di sostanze stupefacenti, che acquistava regolarmente da Mekuli il quale oggi non si è presentato in aula, ma di non avere nulla a che fare con il giro delle ragazze. Il 30enne tuttofare del night, infatti, si è difeso sostenendo di essere semplicemente un autista che si occupava di riportare a casa i clienti ubriachi o di prelevarli in giro per la città così come di accompagnare le ragazze da e per 'La Perla'.

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Anche 'Pucci' Cappelli ha rigettato con forza le accuse di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione precisando che, essendo un personaggio molto noto nel mondo della notte, riceveva numerose telefonate da amici che gli chiedevano di organizzare serate e, lui, si sarebbe semplicemente dato da fare per accontentarli. Il 60enne, inoltre, ha tenuto a sottolineare la sua breve esperienza all'interno del night che si è risolta alla fine del 2014. Nel chiarire la sua posizione, ha spiegato che il denaro pagato dai clienti per uscire con le ragazze era semplicemente un risarcimento per il mancato guadagno del e non il pagamento di una prestazione sessuale agiungendo di non aver mai preso soldi per le notti di sesso anche perchè, essendo molto facoltoso, non aveva bisogno di quello per vivere.

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