Officine Locomotive, i sindacati annunciano lo stato di agitazione

Le parti sociali: "Si fa largo la volontà della Società di non assumere addetti in uscita per pensionamento"

I sindacati Fit-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti Rimini hanno proclamato lo stato di agitazione nelle Officine Locomotive di Rimini. In una lettera indirizzata alla Direzione Territoriale di Trenitalia, le parti sociali evidenziano il disinteresse della Società in merito al rilancio e all’estensione delle attività manutentive dell’OMC Locomotive di Rimini, fatto che si è reso ancor più evidente dopo l’ultimo incontro tra le parti del 10 febbraio 2020".

"Eppure un percorso di riconversione professionale e di investimenti infrastrutturali mirati, era stato condiviso sia con un verbale di incontro il 7 marzo 2019 e sia con l’accordo del 9 luglio 2019. Ma, ad oggi, questo percorso di rilancio e di estensione delle potenzialità dell’Impianto è di fatto fermo".

"Per converso, si fa largo la volontà della Società di non assumere addetti in uscita per pensionamento, né di programmare un piano formativo mirato a mantenere le professionalità necessarie alla tenuta produttiva dello Stabilimento. Scelte che se venissero confermate aprirebbero scenari preoccupanti per la tenuta del fattore lavoro. Da aggiungere che, l’accordo nazionale del 23 aprile 2018, prevedeva un aumento delle internalizzazioni e la riduzione di attività affidate all’esterno confermando il ruolo strategico della manutenzione di Trenitalia, ruolo strategico da valorizzare anche a livello territoriale (si veda il verbale del 9 luglio 2019).

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“Pertanto, a tutela dell’occupazione all’interno dello stabilimento OMC Locomotive di Rimini e della tenuta produttiva dello stabilimento industriale, che tra l’altro occupa anche lavoratrici e lavoratori degli appalti ferroviari, le scriventi Organizzazioni Sindacali hanno dichiarato lo stato di agitazione di tutto il personale con conseguente attivazione delle procedure di raffreddamento".

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