Omicidio di "Luna" Stellato, in aula le ultime ore della ragazza trovata cadavere in spiaggia

Gli inquirenti dell'Arma hanno ricostruito quello che avvenne sulla battigia di Torre Pedrera nella mattinata del 14 luglio 2012

Dopo l'interruzione per vizi procedurali, è ripreso il processo della Corte d'Assise di Rimini per l'omicidio di "Luna" Stellato, la 24enne ligure ritrovata cadavere sulla spiaggia di Torre Pedrera la mattina del 14 luglio del 2012. Ad essere accusato di quel terribile crimine è Zakaria Ismaini, 33enne marocchino, ritenuto responsabile dell'uccisione anche di Letizia Consoli, avvenuto a Catania, e di Cosimo Mastrogiovanni, in provincia di Brindisi. Nel processo riminese è anche accusato del sequestro del suo, allora convivente, Alfio Faro. La ragazza venne trovata morta nelle acque antistanti il Bagno 61 e, nella mattinata di lunedì, hanno testimoniato tra gli altri il comandate della Capitaneria di Porto di Rimini, Domenico Santisi, che aveva svolto una relazione sullo stato del mare di quel giorno, il turista mantovano che, per primo, aveva ritrovato il cadavere della povera ragazza, e il medico legale, Pier Paolo Balli, che aveva svolto l'autopsia sui resti della 24enne. Secondo quanto emerso, il corpo era stato notato verso le 7.30 di quella mattina, sommerso a ridosso della scogliera, e solo con un gomito che affiorava dalle acque del mare.

Dopo l'allarme del turista, sulla battigia erano intervenuti i sanitari del 118 e i carabinieri con questi ultmi che, accertato il decesso, avevano provveduto a portare a riva il cadavere per essere esaminato. Dall'autopsia, inoltre, era emerso che la 24enne era ancora viva quando si era immersa nel mare anche se in stato di semincoscienza per l'assunzione di morfina e metadone. All'epoca, le indagini si erano subito focalizzate su Ismaini, amico della Stellato, il quale però aveva dato una versione ritenuta poco credibile dei fatti. Agli inquirenti dell'Arma, il nordafricano aveva raccontato di aver visto il corpo della ragazza in acqua quando questa era già morta e, preso dalla paura, aveva afferrato la borsa della ragazza per poi fuggire.

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Secondo la prima inchiesta, la ragazza era deceduta per cause accidentali (annegamento dopo un malore, forse dovuto a un’assunzione di droga) ma nel corso delle indagini, tuttavia, erano venuti alla luce nuovi elementi emersi intrecciando altri due casi di cronaca nei quali era coinvolto l’uomo che ha visto Luna viva per l’ultima volta. Per questo omicidio, il 33enne si è sempre dichiarato innocente e il processo chiarirà come si sono svolti i fatti che hanno portato alla morte della Stellato.

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