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Omicidio di Sonia, la prima a soccorrerla l'infermiera presidente della Commissione pari opportunità

La presidente Cursano è subito intervenuta cercando di rianimare la vittima dopo le coltellate inferte dall'ex fidanzato

Era andata a fare la spesa perché anche a lei mangavano alcuni ingredienti per la cena, proprio come a Sonia Di Maggio, la 29enne riminese uccisa a coltellate dall'ex fidanzato. Una tragedia che si è consumata lunedì, intorno alle 19, nel Salento a Specchia Gallone. Ed è stata proprio lei la prima a soccorere la giovane esanime per terra, come riporta il giornale online Lecce Prima. Giuseppina Cursano è un'infermiere, ma è anche la presidente della Commissione per le pari opportunità del Comune di Minervino di Lecce. 

Dapprima Giuseppina Cursano ha temuto per la propria figlia. Si è diretta sul luogo e, vedendo il corpo di un'altra ragazza, ha recuperato i guanti dalla propria auto cercando di praticare il massaggio cardiaco sul corpo di Sonia. Inutilmente. All’arrivo dei soccorsi, il cuore di Sonia si era ormai fermato. Minuti tragici che sono stati preceduti dai latrati dei cani, tanto che alcuni residenti di via Giovanni Pascoli, hanno inizialmente creduto che fossero dei randagi ad azzannarsi nella via. E invece i rumori che hanno frantumato il silenzio (dettato da un orario in cui i bar avevano ormai chiuso i battenti per via del lockdown) altro non erano che le avvisaglie di un crimine appena consumato.

omicidio sonia di maggio - 2-2

La testimonianza della mamma del fidanzato

Giuseppina Cursano dopo quanto è accaduto ha anche lanciato un appello, un messaggio indirizzato a tutti i genitori: “Cerchiamo di educare i nostri figli ad amare, non a possedere”. E intanto Minervino di Lecce, di cui Specchia Gallone è frazione, si prepara in queste ore a sfilare per le vie del paese in una fiaccolata in memoria dell’ennesima vittima di femminicidio e per coinvolgere e sensibilizzare sul tema i propri abitanti, lontani fino a oggi da efferati episodi di cronaca. La comunità, come ha raccontato l’assessora comunale alle Pari opportunità, Fernanda De Benedittis, si darà appuntamento (probabilmente giovedì) per raggiungere il luogo dell’accoltellamento e poi tutti insieme fino a Piazza del Popolo, la stessa in cui il 24 novembre scorso era stata installata la panchina di colore rosso, simbolo di denuncia dei femminicidi. E la vicesindaca di Minervino di Lecce, Maria Antonietta Cagnazzo, ha sottolineato la necessità della certezza della pena per reati di simile portata. E come la forma più efficace per arginare il problema resta la denuncia: quella che le vittime, spesso inibite dalle stesse donne di casa, non trovano il coraggio di sporgere.

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