rotate-mobile
Lunedì, 29 Novembre 2021
Cronaca

"Ha rubato la moglie di mio figlio, doveva pagare per quel gesto"

Lek Preci, il 48enne assassino di Rivabella, giustifica l'omicidio di Petrit Nikolli. "I miei figli non sapevano che ero armato"

Erano venuti a rubare mia moglie”. Così Edmond Preci, il 25enne albanese arrestato con l'accusa di complicità nell'omicidio di Petrit Nikolli, avvenuto in via Toscanelli mercoledì 25 maggio, si è giustificato per motivare il viaggio da Milano a Rivabella fatto in compagnia del padre Lek, 48enne, e del fratello Altin, 26 anni. A premere il grilletto, che ha ucciso sul colpo l'idraulico 42enne è stato il più anziano che, in un vero e proprio regolamento di conti per questioni d'onore, si era procurato l'arma la mattina stessa nel milanese. "I miei figli non c’entrano con l’omicidio - si è giustificato il 48enne quando gli inquirenti della polizia di Stato si sono presentati nella sua casa di Gorgonzola  per arrestarlo. - Loro non sapevano neppure che fossi armato e la nostra intenzione era quella di chiarire la situazione. A un certo punto sono stato aggredito e mi sono difeso. Per questo ho sparato".

Freddato con un colpo di pistola alla nuca

Nikolli nei giorni si era recato a Milano dove viveva una nipote sposata con un connazionale. Il matrimonio della ragazza era tutt'altro che felice e, stando a quanto raccolto dagli investigatori della squadra Mobile di Rimini che indagano sull'omicidio, la giovane veniva vessata e maltrattata dal marito. Proprio per cercare di risolvere questa situazione, il 42enne aveva portato via la nipote dal capoluogo lombardo scatenando, però, le ire del marito e della famiglia di lui che ha organizzato il raid punitivo in Riviera.

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Ha rubato la moglie di mio figlio, doveva pagare per quel gesto"

RiminiToday è in caricamento