Il cuore grande dei riminesi per i bambini malati: "Tante famiglie hanno già aperto le loro case"

Mario Galasso, Caritas: "In questi anni sono stati operati 440 bambini e nel 2019 gli interventi sono già otto, grazie alle famiglie volontarie"

Un gruppo di bambini è appena ripartito. I loro cuori sono tornati a pulsare con regolarità, più forti e sani. Questi piccoli pazienti hanno ritrovato una speranza di vita con "Operazione cuore", il progetto nato nel 1985 grazie alla tenacia della dottoressa riminese Marilena Pesaresi (scomparsa il 29 dicembre 2018), missionaria in Africa, e di suo fratello, Antonio Pesaresi, medico cardiologo. In questi anni sono stati centinaia i bambini africani operati al cuore tra Rimini, Milano e Genova. A rendere reale un grande sogno sono state anche tante famiglie riminesi che hanno aperto le porte delle loro case e per tre mesi si rendono disponibili per ospitare i bimbi e le mamme per il decorso post operatorio. "Questo progetto consiste nell’assistere e curare in Italia i bambini, provenienti dallo Zimbabwe, affetti da malattie cardiache, congenite o acquisite. I piccoli che arrivano sono casi selezionati dai dottori cardiologi degli ospedali di Rimini e Bologna", spiega Mario Galasso, direttore della Caritas, che porta avanti il progetto. "Durante tutto l'anno arrivano tantissimi piccoli pazienti, appena ne vengono curati quattro, altri quattro partono dall'Africa, e per chi è da solo perché i genitori sono morti ci occupiamo noi di diventare tutori legali. E' un ponte umanitario bellissimo, in questi anni sono stati operati 440 bambini. In 7 non ce l'hanno fatta a sopravvivere, sono sempre troppi, ma il risultato è positivo".

Oggi sono dodici gli operatori che si occupano di portare avanti la realizzazione di Operazione cuore, sempre pronti a viaggiare attraverso l’Emilia Romagna, per ogni necessità e a qualsiasi ora. A Rimini la responsabile del progetto è Sara Barraco che si occupa di organizzare le famiglie e ogni servizio necessario per i piccoli pazienti, che atterrano all'aeroporto di Bolongna. "Nel 2018, sono stati operati 21 bambini, accolti da venti famiglie di volontari e da gennaio 2019 sono già arrivati 12 bimbi e otto hanno già avute le cure necessarie. In passato venivano ospitati in Caritas, ma a partire dal 2001, invece, ogni bimbo operato trova l'affetto di una famiglia ospitante. La Caritas ospita i bambini dell’”Operazione Cuore” solo in casi eccezionali, come quando ad esempio essi presentano vari problemi che renderebbero difficile la loro permanenza nelle famiglie affidatarie. "Siamo sempre in cerca di famiglie pronte ad aprire le loro porte - continua Galasso - una volta che conoscono il progetto ripetono sempre l'esperienza, quando apri le braccia agli altri le cose belle si moltiplicano. Uno degli ultimi casi è stato quello di Gracious, una bimba molto malata, appena è atterrata a Bologna è stata portata subito in ospedale, ma è andato tutto per il meglio e prima di ripartire abbiamo anche giocato a nascondino insieme". Rispetto alla fascia d’età, il 2% sono famiglie ospitanti con mamma o papà che non superano i 35 anni, il 3% è occupata da famiglie di mezza età, mentre la maggior parte è costituita da anziani. "I figli delle famiglie giovani vengono sempre coinvolti e resi partecipi dai propri genitori ed accettano con entusiasmo di accogliere bambini di diverse nazionalità e con varie difficoltà. Per loro, si tratta indubbiamente di un’esperienza che lascerà un segno indelebile per tutta la vita".

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