Invalido dopo un'operazione alla schiena, adesso chiede un milione e mezzo di danni

Un operaio riminese di 37 anni sta portando avanti una battaglia legale dopo che la sua vita è stata distrutta

Quello che doveva essere un intervento di routine si è trasformato in una condanna per un operaio specializzato riminese, all'epoca dei fatti 37enne, rimasto invalido dopo un'operazione alla schiena. L'uomo soffriva di una lombosciatalgia provocata da un'ernia e si era rivolto ai medici per risolvere il problema. Aveva deciso di farsi operare affidandosi all'Ausl di Ferrara.

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Un calvario iniziato dieci anni fa. Il primo intervento non dà i risultati sperati, i problemi aumentano e viene sottoposto ad altre tre operazioni. La sua condizione peggiora e l'invalidità permanente passa al 20 al 50 per cento. E' costretto a muoversi con la sedia a rotelle e con le stampelle. La sua vita si trasforma in un incubo: perde il lavoro, abbandona la sua passione di allevatore di cani, cade in depressione e a farne le spese sono anche la moglie e i figli. In questi anni il 37enne percorre tutte le strade per guarire, ma alla fine si rivolge a un aiuto legale. Assistito dagli avvocati Marco e Monica Lunedei sta portando avanti la sua battaglia. Il Tribunale civile di Ferrara ha certificato che qualcosa non è andato bene. Adesso, la vicenda è nella fase del risarcimento danni, l'operaio ha chiesto un milione e mezzo di danni. Oltre ai danni biologici e lavorativi, i legali chiedono anche i danni non patrimoniali, ovvero le sofferenze subite dai familiari. Il giudice del tribunale di Ferrara ha chiesto di fare luce sulla vicenda da un collegio peritale di specialisti, fra cui il dottor Giuseppe Fortuni. Al termine dello studio  i medici hanno dichiarato nella loro perizia una condotta colposa da parte dei medici che avrebbe causato le attuali condizioni dell'ex operaio. L'uomo è oggi in attesa dell'ordinanza che stabilirà il risarcimento, sperando di trovare un conforto almeno nella giustizia.

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