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I parlamentari grillini all'assalto del progetto sul Trasporto Rapido Costiero

Un lungo pomeriggio sui cantieri del Trc, tra Rimini e Riccione, per rendersi conto della situazione e firmare una petizione comune sul blocco dei lavori che rappresentano "un abuso edilizio"

Il Movimento 5 Stelle insiste nella battaglia giudiziaria contro il Trc, il progetto del metrò leggero in cantiere tra Rimini e Riccione. Oggi una dozzina di parlamentari grillini, guidati dalla riminese Giulia Sarti, si sono inoltrati in un sopralluogo tra i lavori del Trc nell'ambito del #noncifermatetour, promosso da Beppe Grillo in vista delle Europee. "Per far spazio al percorso dell'autobus più costoso del mondo, la nostra piccola Tav, verranno abbattuti quasi 200 alberi", è stato anche oggi uno degli slogan dei grillini, che fra l'altro hanno visitato alcune abitazioni degli espropriati.

Sull'ormai noto cantiere di via Serra, in particolare, è stato il capogruppo in Comune, Luigi Camporesi, a paventare nuovi esposti in Procura: "Riteniamo quell'abbattimento - ha detto Camporesi - un abuso edilizio e quindi un reato penalmente perseguibile. Credo che andremo a chiedere il sequestro sia di quell'area sia di altre aree che saranno oggetto di nuovi abusi edilizi. Ci sono questioni amministrative piuttosto intricate e tecniche che non possono essere esaminate nel giro di pochi giorni. E' su questi dettagli che cercheremo di accendere l'attenzione della magistratura". Oltre alla riminese Giulia Sarti, a Rimini sono arrivati i parlamentari Alessio Villarosa, Loredana Lupo, Sergio Battelli, Andrea Cecconi, Daniele Pesco e Paolo Parenzo che hanno firmato contro quello che viene definito "un sistema costato 100 milioni di euro ai cittadini, per appena 10 chilometri di tracciato, pensato 20 anni fa e ora obsoleto".

LOMBARDI - Sulla questione è intervenuto anche il consigliere regionale di FI, Marco Lombardi: "Vedere l’enfasi che  viene data per una gita di 10 Parlamentari del Movimento 5 Stelle  sui luoghi del TRC, da un lato mi fa piacere perché tutto quello che serve a bloccare un’opera inutile e costosa mi trova d’accordo, dall’altro mi irrita per il  semplice  motivo che arrivano per ultimi forse quando i “buoi” sono già usciti. All’amico Walter Moretti ed agli altri amici del Comitato contro il TRC vorrei poi dire che legittimamente oggi possono fare le loro scelte politiche ed unirsi ad amici “nuovi” ma che per onestà intellettuale dovrebbero sempre ricordare quegli amici “vecchi” che in passato in solitudine e senza la ribalta di oggi, li hanno difesi, supportati e messi nelle loro liste elettorali per contrastare, quando si poteva, le delibere e gli altri atti ufficiali che hanno poi consentito l’inizio concreto dei lavori. Non vogliamo certo rivendicare medaglie ma neppure essere dimenticati o peggio criticati per non esserci adeguatamente opposti".

"Mi auguro che 10 autorevoli esponenti del Parlamento riescano a fare qualcosa ma io ricordo a Moretti ed agli altri che se quest’opera è stata ferma per anni lo si deve al lavoro di Forza Italia di Rimini presso l’allora Governo Berlusconi e solo a seguito di ben tre interventi della Regione Emilia-Romagna e del Presidente Errani che ribadirono la funzione strategica per la Regione del Trasporto Rapido Costiero, il finanziamento statale, previsto in base alla legge obiettivo, venne concesso - continua Lombardi -. Ci tengo quindi a ribadire che ogni tentativo di fermare quell’opera è stato da noi fatto nel momento in cui si poteva effettivamente bloccare mentre temo che le manifestazioni folcloristiche di oggi rendano più sotto il profilo elettorale che sotto il profilo pratico".

Conclude: "Da ultimo voglio sottolineare che la nostra strenua opposizione di allora a fianco di Walter Moretti e del Comitato è stata ad un pelo dal successo perché alla fine, al di là dei finanziamenti statali, previsti per legge a certe condizioni, le condizioni delle finanze locali dei Comuni interessati rendevano ormai problematica la realizzazione dell’opera. Se poi il Comune di Riccione ed il Comune di Rimini hanno deciso di proseguire ad ogni costo nel finanziamento del TRC, ingessando il proprio bilancio per anni e limitando quindi la propria capacità di risposta ai bisogni reali dei loro cittadini colpiti dalla crisi è una decisione di cui si dovranno assumere  tutta la responsabilità e che spero li penalizzerà fortemente nel giudizio degli elettori alle prossime elezioni".

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