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Cronaca

Per uccidere il rivale 7 colpi di pistola, 30 anni al killer di Rio Agina

I giudici della corte d'Assise hanno escluso la premeditazione e i motivi abbietti e futili per Paulin Nikaj

E' durata quasi 6 ore la camera di consiglio della corte d'Assise, riunita a Rimini, per condannare a 30 anni di reclusione Paulin Nikaj, il killer di rio Agina che ha freddato con 7 colpi di pistola il rivale. I giudici hanno escluso le aggravanti della premeditazione e dei motivi abbietti e futili che, il 17 marzo del 2014, portarono l'albanese a sparare al connazionale 25enne Nimet Zibery davanti alla moglie incinta e ai due figli piccoli nel parcheggio del Conad di Misano rio Agina. Difeso dagli avvocati Cesare e Roberto Brancaleoni, il killer si era poi dileguato facendo perdere le proprie tracce e dandosi alla latitanza, favorito da una fitta schiera di fiancheggiatori/parenti che gli investigatori hanno poi ricostruito identificando i responsabili. La difesa, nel corso del dibattimento, aveva puntato sulla figura mite e mansueta del camionista 36enne finito vittima delle vessazioni della famiglia rivale e attraverso il kanun, codice balcanico medievale, e del precipitare degli eventi si era trovato "costretto" ad uccidere il 25enne. Già in precedenza i due avevano avuto un'accesa lite in un bar, avvenuta 5 mesi prima dell'omicidio. L'accusa, nella sua richiesta di condanna, aveva chiesto per Zibery la condanna all'ergastolo con 6 mesi di isolamento diurno mentre, la difesa che ha già annunciato il ricorso in appello, l'assoluzione.

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