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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Cronaca

I "cannibali" delle due ruote: da Ducati a Kawasaki, scoperto covo di ricambi rubati

Gli agenti della Polizia Stradale di Rimini, al termine di un'attività investigativa, hanno denunciato due italiani con l'accusa di ricettazione

Pezzi di ricambio per oogni tipo di moto e scooter da piazzare nel 'mercato nero'. Gli agenti della Polizia Stradale di Rimini, al termine di un'attività investigativa, hanno denunciato due italiani con l'accusa di ricettazione. Gli uomini in divisa hanno individuato il covo dove si trovava tutta la refurtiva: si tratta di un garage sulla Consolare, che è stato posto sotto sequestro. L'indagine lampo della Stradale è iniziata lo scorso 5 febbraio quando, al casello di Rimini sud, una pattuglia ha fermato per un controllo un furgone che proveniva dalla Lombardia con, a bordo, un riminese 28enne e un riccionese 39enne titolari di un'attività di compravendita di pezzi di ricambio per moto di grossa cilindrata. Il controllo di routine, però, ha fatto emergere l'attività parallela dei due uomini. Nel furgone, infatti, gli agenti hanno trovato quel che restava di una Ducati e di una Kawasaki Ninja, praticamente nuove, completamente 'cannibalizzate' dei loro pezzi più pregiati.

I "cannibali" delle due ruote

I due hanno iniziato a mostrare segni di nervosismo e, solo un controllo approfondito da parte degli agenti sul numero di serie dei motori, ha fatto emergere che le due ruote erano state da poco rubate tra le province di Milano e di Como. La perquisizione si è così spostata nell'attività dei due, un capannone sulla Consolare per San Marino, dove da anni gestivano la Terremoto che si occupava della rivendita di pezzi di ricambio per le moto. Davanti al personale della Stradale si è così aperta una fiorente attività che smerciava sul mercato, principalmente attraverso gli annunci su internet, dei pezzi di ricambio provenienti dai furti di moto di grossa cilindrata. Oltre 5mila pezzi, tra blocchi motori, frizioni, carene, freni, fanali e tutto il resto per un valore di oltre 100mila euro. I due sono finiti in manette per ricettazione e, il giudice, ha dsposto per entrambi l'obbligo di dimora.

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