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Rimini piange Sonia, il vicesindaco: "Necessario rendere gli uomini consapevoli"

Nel 2020 sono stati circa 500 gli accessi ai servizi della Casa delle donne, circa 250, invece, hanno contattato il centro Rompi il silenzio, con un picco di nuovi contatti tra marzo e maggio

Roberta, Teodora, Tiziana, Victoria, Rosalia. E lunedì Sonia, 29enne che aveva lasciato Rimini per la Puglia. È il triste elenco dei femminicidi da quanto è iniziato il 2021 che ripercorre la vicesindaco di Rimini Gloria Lisi commentando l'omicidio di lunedì di Sonia Di Maggio. Episodi che si portano dietro un carico di "violenze sopportate in silenzio, di umiliazioni quotidiane", di aggressioni "spesso frettolosamente archiviati come 'follie' nella stragrande maggioranza dei casi avvenuti per mano di compagni, ex o attuali, giovani e meno giovani, che da partner si trasformano in carnefici". Ma "di normale non c'è nulla" e la pandemia, prosegue, "ha reso evidenti quali e quanti sono ancora i limiti che impediscono una piena realizzazione del ruolo della donna nella nostra società".

Assassinio di Sonia Di Maggio, la testimonianza della mamma del fidanzato

Durante il lockdown si è registrato un aumento dei casi di violenza sulle donne all'interno delle mura domestiche, senza sottovalutare che "il covid ha destabilizzato le situazioni più fragili. E anche in questo caso a pagare pegno sono le donne": il 98% di chi ha perso il posto di lavoro nel 2020 è donna. Il territorio, rimarca Lisi, "prova a dare delle risposte" con i centri antiviolenza e gli sportelli di assistenza sociale. Nel 2020 sono stati circa 500 gli accessi ai servizi della Casa delle donne, circa 250, invece, hanno contattato il centro antiviolenza di Rompi il silenzio, con un picco di nuovi contatti nel periodo marzo-maggio. Da gennaio a ottobre 2020 infine sono state 22 le donne ospitate nelle Casa Rifugio con 28 minori.

Rompi il silenzio: i dati delle richieste di aiuto

"Una rete importante ed efficace, ma c'è ancora tanto da fare", sprona la vicesindaco, oltre agli strumenti di assistenza, indispensabile, è necessario continuare a investire sull'educazione e soprattutto aiutare gli uomini che si macchiano di queste violenze a prendere consapevolezza". Scardinando così una società "ancora fortemente patriarcale".

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