Rimini si proietta nel futuro con il Piano strategico: "Libereremo dalle auto centro storico e lungomare"

Verso il 2039 guardando all'ambiente e alla comunità: dopo le trasformazioni della città, la seconda fase punta sulle persone e le loro esigenze

Rimini si proietta nel futuro, al 2039, rilanciando quel Piano strategico che ha già cambiato e sta cambiando la città. Anche grazie ai 110 milioni di euro di finanziamenti rastrellati che hanno prodotto investimenti per oltre 350 milioni. E se nella sua prima fase il Piano strategico si è dedicato all'"urbs", alle "trasformazioni fisiche", per la seconda vira sulla "civitas", sulla comunità delle persone. Da qui a luglio 2020, infatti, spiega alla stampa il presidente del Forum piano strategico Maurizio Ermeti, tramite interviste, sondaggi e stakeholder verranno individuati gli ambiti di intervento, dettati dalle nuove esigenze dei cittadini. Dopodiche' verrà creato un nuovo comitato scientifico e nuovi laboratori tematici, e dunque le nuove linee guida e i progetti per la futura Rimini. Della partita, oltre a Regione, Provincia, Comune, Camera di commercio della Romagna e Fondazione Cassa di risparmio di Rimini, entrano a far parte anche Unibo e Credit Agricole.
"Non siamo arrivati, ma siamo in cammino", conferma il sindaco Andrea Gnassi, mettendo in luce come Rimini abbia provato a "interpretare il cambiamento", basandosi su una serie di pilastri: sistema idrico-fognario, motori culturali, welfare, ambiente. In Italia, prosegue, "nessuno fa pianificazione strategica perche' si rischia", ma in citta' c'e' una "partecipazione forte, Rimini è orgogliosa dei suoi cambiamenti". Così, prosegue, "con un pensiero trovi le risorse". Ma le esigenze mutano, "cambia il clima, invecchia la popolazione, la ricchezza si concentra e aumentano le disuguaglianze", per cui occorre "rilanciare il pensiero e l'attivita' amministrativa". Certo, ironizza, ben venga se il ministro Danilo Toninelli "capisce che c'è il pulsante start per i lavori sulla statale 16". Di certo, conclude, "le risposte più innovative ai cambiamenti climatici vengono dalle grandi città e Rimini lo è; è tra le locomotive del cambiamento in Italia". Da qui la promessa: "Libereremo centro storico e mare. Sui 16 chilometri di lungomare non puoi andare in macchina, vanno tolte le Pm10 dal castello, altrimenti soffocheremo tutti in Pianura padana". Con "il coraggio di cambiare che altri non hanno".

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Non a caso, gli fa eco l'assessore regionale ai Trasporti, Raffaele Donini, Viale Aldo Moro "ha tratto ispirazione dal Piano strategico per la nuova legge di urbanistica, un bel lavoro di metodo e un buon lavoro di contenuto". Infatti "Rimini sta vincendo tutti bandi regionali sulla rigenerazione, sulla cura della città. Noi continueremo a essere della partita per un paradigma da mutuare in altre scelte strategiche della Regione". Il presidente Ermeti ricostruisce il lavoro iniziato nel 2007, "il miglior processo di pianificazione strategica tra le citta' medie". Che oltre a centrare un obiettivo economico, 110 milioni di finanziamenti per un totale di 350 milioni di investimenti, ne ottiene anche uno sociale, con oltre 10.000 persone fin qui coinvolte. Tra i progetti concreti il "contratto di Fiume", il Gal Valmarecchia e la Rimini innovation square. Ora un nuovo ufficio in piazza Cavour per essere sempre più vicini ai cittadini. Il target ora cambia, spiega, da rendere "la città più bella a fare vivere bene le persone in una città più bella", coinvolgendo giovani, scuole, università e tutta la cittadinanza. La Fondazione Cassa di risparmio "ci ha creduto da subito che mettersi insieme a costruire il futuro del territorio era una idea vincente", commenta la presidente Linda Gemmani, mentre il direttore generale Romagna di Credit Agricole, Massimo Tripuzzi, rimarca la volontà di "rilanciare l'istituto sul territorio". Per cui si valuteranno "modalita' di sostegno coerenti". Auspica una maggiore integrazione con il territorio della Provincia, il presidente Riziero Santi, anche perché ci sono "forti ritardi sulla strategia. Serve un salto di qualità per tutti gli attori coinvolti". Magari allargandosi anche ad altri territori, suggerisce il vicepresidente della Camera di commercio della Romagna, Fabrizio Moretti: "I colleghi di Forli'-Cesena riconoscono la positivita' delle azioni del Piano strategico e sono disponibili a sostenerle economicamente".
D'altronde, chiosa, "in un mondo sempre più globalizzato con l'individualismo territoriale e associativo non si va avanti, occorre lavorare in maniera coesa e coerente". E in questo percorso "l'Università deve esserci", è convinto il presidente del Campus di Rimini, Sergio Brasini, e gli studenti saranno "parte attiva" a partire dal contributo sulla qualità della vita.

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