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Cronaca

Rimini un porto sicuro, ma oltre il 60% dei rifugiati sognano di tornare in Ucraina quando sarà possibile

Poche al momento le richieste di asilo politico, nella speranza di un rientro in patria. La Prefettura chiede man forte ai Comuni per l'accoglienza, viste le richieste di aiuto destinate ad aumentare

Due terzi dei rifugiati ucraini attualmente presenti sul territorio di Rimini (oltre 1.300 persone su circa 1.800) non hanno al momento attivato la richiesta di asilo politico, nella speranza di poter rientrare in Ucraina non appena le condizioni lo consentiranno. E’ quanto dice un dato emerso dal tavolo di coordinamento in Prefettura sull’accoglienza dei profughi, su un’analisi proposta dalla Questura. Il tavolo di coordinamento è tornato a riunirsi nelle scorse ore per fare il punto della situazione. Il prefetto di Rimini Giuseppe Forlenza ha chiesto man forte ai Comuni per le stipule di convenzioni per la diretta gestione dei profughi, in quanto la rete dei Cas, per la quale la Prefettura sta compiendo ogni possibile sforzo per reperire posti disponibili, non riuscirà a soddisfare le richieste che verosimilmente cresceranno ancora in maniera esponenziale.

La Prefettura ha poi posto l’accento sull’accoglienza svolta da hotel e privati. La Prefettura non ha per nessun motivo rapporti diretti con le strutture ricettive e alberghiere. Ci sono delle casistiche precise: se l’albergo è impiegato come struttura di un Cas, il rapporto avviene con l’associazione o la cooperativa aggiudicataria del bando pubblico; se l’albergo aderisce ad una delle associazioni di categoria convenzionate nell’ambito dell’accordo quadro previsto con Decreto 25 del 9 marzo scorso a firma del presidente della Regione Emilia Romagna, esso farà riferimento all’associazione che ha sottoscritto o, comunque, alle competenti articolazioni regionali.

Dal tavolo è emerso che si sta procedendo per l’inserimento di una cinquantina di ragazzi in età scolare. Nel dettaglio si registrano procedure di accoglienza per 25 studenti di scuole di diverso ordine e grado e per 20 bambini per l’inserimento scolastico. L’Ufficio scolastico Regionale ha comunicato che al momento non vi sono particolari criticità. Il prefetto ha poi ribadito la necessità di registrare le persone accolte non solo allo scopo di conoscere la consistenza delle presenze sul territorio, ma anche per assolvere tutti quelli che sono gli obblighi legati ai profili sanitari e a quelli scolastici, per i quali vi è l’esigenza immediata di acquisire sia il dato anagrafico che un contatto telefonico di riferimento e il luogo preciso di accoglienza.

Tavolo prefettura-2

Servizi sanitari

Piuttosto ampio è il ventaglio di informazioni correlate ai servizi sanitari erogati sul versante dei profughi provenienti dall’Ucraina: un indirizzo e-mail attivo su tutto il territorio della Romagna: emergenza.ucraina@auslromagna.it; il numero telefonico 0541/707385, attivo per tutto il territorio della Romagna dal lunedì al sabato dalle ore 10 alle ore 13, al quale risponde un operatore in lingua ucraina (oltre che italiana) per le necessità di competenza sanitaria ed eventuali richieste di supporto psicologico; il Punto unico di accesso per la Provincia di Rimini che sarà attivo da lunedì 21/3 presso il Colosseo (Via per Coriano,38 – Rimini), operativo dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 18, ai fini dell’effettuazione del tampone Sars-Cov-2, del rilascio del tesserino STP (stranieri temporaneamente presenti) e dell’anamnesi vaccinale/proposta vaccino anti-Sars-Cov-2; l’ambulatorio Migranti Rimini (Extra-CEE) presso l’Ospedale Infermi - Viale Settembrini 2 (Edificio “Ottagono” al Terzo Piano) dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 13. Al momento sono 691 i tamponi effettuati e 40 i positivi riscontrati, mentre sono 678 i tesserini Stp rilasciati.
 

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