Falsi certificati per ottenere il permesso di soggiorno, sgominata la banda di cinesi

Gli attestati che garantivano la conoscenza della lingua italiana venivano comprati dai cinesi al prezzo di 500 euro

Gli uomini della Questura di Rimini hanno messo fine a un “giro” di falsi attestati di conoscenza della lingua italiana, comprati e utilizzati da cittadini cinesi per ottenere il rilascio del permesso di soggiorno sul territorio nazionale. L’attività investigativa degli uomini dell’Ufficio immigrazione della Questura di Rimini era partita nello scorso mese di luglio quando una cittadina cinese si è presentata agli sportelli del locale Ufficio immigrazione chiedendo il rilascio di un permesso di soggiorno di lungo periodo. La donna aveva allegato, così come previsto dalla legge, un attestato di conoscenza della lingua italiana rilasciato da una scuola statale della provincia di Napoli. Insospettiti dalla singolare circostanza per cui la donna non pronunciava alcuna parola in italiano, i poliziotti hanno quindi iniziato a effettuare i necessari accertamenti per verificare la posizione della straniera e soprattutto l’autenticità dei documenti presentati dallo straniero.

Nell’ambito delle verifiche gli investigatori hanno subito accertato che la straniera nello stesso giorno in cui si sarebbe dovuta trovare nel comune della provincia di Napoli per sostenere la prova d’esame di lingua, era regolarmente a lavoro presso la sede della società riminese presso la quale risultava impiegata. Il certificato presentato per ottenere il permesso di soggiorno era quindi inficiato da falso ideologico essendo vero ed autentico, ma falso nel suo contenuto. Gli ulteriori approfondimenti investigativi per far luce sui fatti hanno consentito quindi di accertare che la straniera aveva  acquistato il certificato, per un costo di 500 euro, da un suo connazionale residente a Prato, contattato tramite smartphone sul web. A quel punto le indagini, coordinate dal Sostituto Procuratore presso il Tribunale di Rimini, dottoressa Milocco, hanno preso diverse direzioni: da Rimini infatti gli accertamenti si sono spostati sia a Prato che alle altre città connesse con la cittadina toscana interessando istituti scolastici calabresi e partenopei.

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Identificato il cittadino cinese residente a Prato, i poliziotti hanno fatto scattare le perquisizioni in collaborazione con il personale delle Squadre Mobili di Napoli e Prato. I controlli dei poliziotti presso l’abitazione del cittadino cinese residente in Toscana e presso l’istituto scolastico hanno quindi permesso di rinvenire e sequestrare decine di attestati di iscrizione all’esame di lingua italiana in originale, intestati ad altrettanti cittadini cinesi, una rilevante somma in contanti, probabile provento dell’attività illecita, vari pc portatili ed un telefono cellulare sul quale si è potuta immediatamente verificare la presenza di numerose fotografie di documenti (passaporti e permessi di soggiorno) di altrettanti cittadini cinesi. In un vicino negozio invece sono stati rinvenuti e sequestrati altri attestati in originale di conseguimento del livello A2 di conoscenza della lingua italiana e due fotocopie di altrettanti certificati di conoscenza della lingua italiana. Sono in corso ulteriori indagini per risalire all’identità degli altri soggetti coinvolti nel giro di false attestazioni e soprattutto per riesaminare la posizione dei cittadini stranieri che avvalendosi di dette attestazioni hanno ottenuto un permesso di soggiorno.

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