Primo temporale e primo stop alla balneazione per l'apertura delle fogne

Sono stati 14 gli sfioratoi aperti nella notte per scaricare in mare i liquami, niente bagni fino a giovedì

Tuffi in mare vietati per le prossime 18 ore a causa del temporale che, nella notte tra martedì e mercoledì, si è abbattuto sulla costa riminese facendo aprire gli sfioratoi delle fogne che hanno scaricato i liquami. Secondo i dati Arpa sono 14 le zone in cui la balneazione è temporaneamente vietata. Da nord a sud, il divieto si riferisce a Torre Pedrera (Pedrera Grande e Brancona), Viserbella (La Turchia), Viserba (La Sortie, Spina-Sacramora), Rivabella (Turchetta), Rimini (foce del Marecchia), Rimini (Ausa), Bellariva (Colonnella 1 e 2), Rivazzurra (Rodella), Miramare (Roncasso), Riccione (foce Marano), Cattolica (viale Fiume). Salvo ulteriori temporali, che porterebbero a una nuova apertura in mare delle fognature, nella mattinata di giovedì la balneazione dovrebbe essere ripristinata.

Sulla questione degli scarichi fognari in mare è intervenuto il segretario romagnolo della Lega Nord, Jacopo Morrone, che lo ha definito "uno spettacolo indecente che mette a rischio anche la salute dei cittadini. L’ammodernamento della rete fognaria è una priorità che non può essere derogata. Il fatto che un Comune come Rimini, con il manifestarsi di piogge improvvise, sia costretto ad aprire i propri scarichi fognari riversando liquami di ogni genere in mare, facendo scattare il divieto di balneazione anche nei Comuni limitrofi è semplicemente vergognoso. E’ una condizione insostenibile per una località che con il mare ‘ci mangia’ e ci vive”.

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Questa è la sola ricetta messa in campo dalla Giunta Gnassi in risposta ad un violento acquazzone”, tuona il segretario leghista che poi definisce la rete fognaria riminese “imbarazzante e ferma agli anni del dopoguerra. Un sistema indifferenziato scioccante che mischia acque bianche e nere incapace di sostenere il flusso improvviso di acqua piovana. Il risultato che si presenta agli occhi di turisti e vacanzieri? Un susseguirsi di orrende strisce nere a pelo d’acqua che mettono i brividi. Un emergenza ben nota agli amministratori riminesi, un problema strutturale che ancora oggi dopo trent’anni non trova una soluzione adeguata che tenga conto della salute dei cittadini e della tutela dell’ambiente. Non c’è più tempo da perdere. La rete fognaria riminese deve essere ammodernata”.

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