Mercatini etnici, Cna apre: "Sì, ma non in spiaggia o sul lungomare"

"La spiaggia - sottolinea il coordinatore di CNA Commercio e Turismo Rimini, Arturo Pane - deve essere lasciata libera per i bagnanti, e il commercio ambulante “etnico” deve essere sottoposto alle medesime regole che seguono gli operatori riminesi"

Non bastano i vigilantes a fronteggiare l'abusivismo commerciale sul litorale di Rimini. E' quanto sottolinea il coordinatore di CNA Commercio e Turismo Rimini, Arturo Pane. "Va innanzitutto riconosciuto che non si tratta di un problema solo riminese, in tutta Italia la crisi ha spinto un numero sempre più grande di immigrati a scegliere questa strada, dalla Versilia alla Riviera ligure passando per le spiagge venete e del sud, dappertutto il problema si è presentato con maggior forza rispetto agli scorsi anni", evidenzia Pane.

"Gli strumenti per contrastarlo devono quindi essere aggiornati e dimensionati al fenomeno con il varo di nuovi provvedimenti in merito da parte dell’autorità centrale - prosegue l'esponente dell'associazione di categoria -. A livello locale, il fatto nuovo è stata la presa di coscienza che il fenomeno riguarda anche l’ordine pubblico, dopo ripetute risse tra fazioni avverse (bengalesi e senegalesi soprattutto) per prendere possesso dell’arenile".

"Ciò - ricorda Pane - ha permesso che si creasse quella sinergia che, anche se tardivamente, ha portato ad azioni interforze con l’ausilio dei vigilantes, che se non hanno debellato il fenomeno lo hanno ridotto. Ma hanno soprattutto indicato che questa sarà la strada da seguire per il prossimo anno, accompagnata ad una azione di investigazione sulla provenienza delle merci contraffatte e sui locali dati in affitto a questi venditori abusivi. Azione che deve essere costante lungo tutto l’anno solare''.

''Le forze dell’ordine hanno assicurato in maniera esemplare il loro impegno, ma solo in presenza di nuove e più puntuali norme la loro azione potrà essere pienamente efficace - prosegue il coordinatore di Cna Commercio e Turismo -. Quindi sinergia pubblico-privato, normative da aggiornare e non ultima una campagna informativa verso i clienti, senza i quali il problema non esisterebbe".

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Quanto all’ipotesi di mercatini etnici, per Pane "è certamente possibile, ma non sicuramente sull’arenile o sul lungomare. La spiaggia deve essere lasciata libera per i bagnanti, e il commercio ambulante “etnico” deve essere sottoposto alle medesime regole che seguono gli operatori riminesi. É impegnativa, ma è la strada da seguire per evitare un’altra estate di tensioni come quella che sta finendo".

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