Prosciugava i conti dei suoi clienti per comprare auto, arrestata avvocatessa

La professionista riminese avrebbe approfittato di chi doveva tutelare in qualità di amministratrice di sostegno. I carabinieri le hanno sequestrato beni e immobili per 200mila euro

I carabinieri hanno battezzato "Vampiro" l'operazione che ha portato all'arresto di  un'avvocatessa riminese 39enne, che come amministratrice di sostegno ha sottratto a due persone a lei affidate dal Tribunale oltre 200mila euro. A far scoprire l'amministrazione infedele è stata la segnalazione del padre di un ragazzo 22enne di Perticara, invalido al 100% in seguito a una rovinosa caduta dal tetto di casa, il quale non si ritrovava con i conteggi presentati dalla professionista che operava sul conto corrente del giovane. Un ammanco di circa 30mila euro che ha allarmato l'uomo il quale si è rivolto alla Procura della Repubblica presentando un esposto. Sono quindi partite le indagini che hanno accertato come, sul conto corrente del ragazzo, erano rimasti appena 9,34 euro nonostante, oltretutto, ogni mese venisse versato l'assegno di invalidità pari a circa 680 euro. Gli inquirenti dell'Arma hanno poi analizzato tutti i movimenti del conto corrente, nel periodo compreso tra il giugno del 2010 e l'ottobre del 2013, trovando così delle uscite che non erano giustificabili. Quando il padre del 22enne aveva iniziato a capire che qualcosa non andava, inoltre, l'avvocatessa gli aveva recapitato un estratto conto della banca alterato secondo il quale, sul conto, c'era una disponibilità di oltre 20mila euro.

L'attenzione degli investigatori, poi, si è concentrata su un altro fascicolo riguardante Andrea Severi, il clochard riminese che nel 2008 era stato bruciato da una bravata di quattro ragazzi. Severi, per la sua disavventura, era stato risarcito nel maggio del 2010 con un assegno da 190mila euro finito poi su un conto corrente amministrato dalla 39enne su mandato del Tribunale di Rimini. Conto corrente che, ai primi di novembre del 2013, era stato completamente spolpato lasciando un saldo attivo di 286 euro nonostante Severi, ogni mese, percepisse una piccola pensione da 271 euro. Secondo l'accusa, oltretutto, la professionista da mesi non pagava l'affitto all'Acer per l'abitazione dell'ex clochard tanto che, adesso, Severi rischia di essere sfrattato in quanto ha un debito con l'Azienda Case Emilia Romagna di circa 10mila euro. Anche in questo caso sono stati analizzati tutti i movimenti del conto corrente dai quali è emerso che l'avvocatessa, attraverso una serie di operazioni, ha acquistato un Volkswagen Touran per 50mila euro oltre ad aver staccato un assegno da 15mila euro, per saldare un debito con un collega, e un altro assegno da 9mila euro, sempre versato a un altro avvocato, per pagare una causa di sfratto.

Al momento gli inquirenti hanno potuto controllare solo 2 delle 6 pratiche di amministratrice di sostegno e non escludono di poter trovare altre altre anomalie. All'alba di giovedì, i carabinieri hanno eseguito l'ordinanza di custodia cautelare in carcere, firmata dal gip Sonia Pasini su richiesta del pubblico ministero Davide Ercolani che ha coordinato le indagini. I militari dell'Arma hanno perquisito sia l'abitazione che lo studio della professionista, che condivideva con altri legali all'oscuro delle pratiche della 39enne. E' anche stato eseguito un sequestro per equivalente che ha fatto finire sotto sigilli la metà dell'abitazione della donna, sposata con un medico e con una figlia, oltre a una Smart, al Volkswagen Touran e i saldi dei conti correnti.

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