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"Do not disturb" scopre giro di prostituzione in un albergo

"Do not disturb": è il nome in codice dell'operazione della Guardia di Finanza di Rimini, che, in collaborazione con la Polizia Municipale, ha individuato un giro di prostituzione nella dependance di un albergo di Miramare

"Do not disturb": è il nome in codice dell'operazione della Guardia di Finanza di Rimini, che, in collaborazione con la Polizia Municipale, ha individuato un giro di prostituzione nella dependance di un albergo di Miramare. Gli accertamenti degli inquirenti hanno portato all'arresto del titolare della struttura e de portiere, un riminese di 75 anni e un ucraino di 40. Per entrambi il giudice ha disposto gli arresti domiciliari. La struttura è stata posta sotto sequestro preventivo.

Le indagini sono partite lo scorso maggio. La depandance dell'hotel non era registrata come struttura ricettiva, ragion per cui era esente dall'obbligo di comunicazione alla Questura degli alloggiati. “Credo d’interpretare il sentimento comune di tutta la città, rivolgendo un encomio agli uomini della Polizia municipale e della Guardia di Finanza che, con un lavoro di grande professionalità, attraverso indagini lunghe e complesse, hanno inflitto un duro colpo alla filiera della prostituzione", ha affermato il sindaco Andrea Gnassi.

"Un risultato - prosegue il primo cittadino - che nasce dalla strada, dai controlli su cui quotidianamente sono impegnati Polizia municipale, Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, ma che non si è fermato all’applicazione dell’ordinanza o del regolamento comunale. Questa volta non sono stati colpiti solo gli anelli terminali, le ragazze che esercitano la prostituzione in strada e i loro clienti, ma, risalendo la filiera che sfrutta e governa il fenomeno della prostituzione, si è messo in condizione il magistrato di emettere il sequestro preventivo della dependance di un Hotel di Miramare e di disporre gli arresti domiciliari per il titolare e il portiere dell’albergo per il reato di tolleranza e favoreggiamento della prostituzione".

"Grazie all’azione di Polizia municipale e Guardia di Finanza, cioè, abbiamo colpito quella rete di connivenza, quelle mele marce dalla camicia bianca che coprono, permettono e lucrano sullo sfruttamento della ragazze in strada - continua Gnassi -. Un risultato dovuto a quella strategia condivisa messa in campo dal Comitato per l’Ordine e la Sicurezza coordinato dalla Prefettura, che per crescere ha bisogno dell’impegno e della collaborazione di tutte le parti della città, dai semplici cittadini alle categorie economiche, per continuare in questa lotta allo sfruttamento della prostituzione su cui questa Amministrazione comunale è pienamente impegnata.”


 

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