I pusher dei parchi, stroncata la banda degli spacciatori nordafricani

Tutti clandestini gli otto arrestati dai carabinieri di Rimini al termine di una lunga serie di indagini

E' scattato all'aba di martedì il blitz dei carabinieri di Rimini che hanno eseguito 18 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di una banda di spacciatori, tutti nordafricani, che utilizzavano le aree verdi come mercatini per vendere la droga. L'operazione, chiamata Simple2, era partita all'indomani dell'omonima indagine che nel marzo del 2016 aveva portato all'esecuzione di 13 ordinanze di custodia cautelare tra cui il tunisino Aymen Soltani. Proprio in seguito alla cattura del nordafricano, gli inquirenti dell'Arma avevano ricostruito una fitta rete di spaccio che, a maggio dell'anno scorso, aveva permesso di arrestare in flagranza anche il trafficante internazionale Davide Roberto, pizzicato con 30 chili di marijuana.

operazione simple 2 carabinieri rimini-2

La nuova tornata di arresti, operati dai carabinieri, ha quindi permesso di chiudere il cerchio della banda di pusher che, da tempo, operava a Rimini. I luoghi preferiti dello spaccio erano i parchi di San Giuliano, Rimini e il suo lungomare e Miramare dove, gli spacciatori, davano appuntamento ai loro clienti fornendo poi indicazioni sui cespugli e gli anfratti dove le dosi venivano nascoste. Un'indagine particolarmente difficile anche perchè, gli spacciatori, si muovevano sempre con dosi minime evitando, il più possibile, di usare i cellulari o utilizzando messaggi in codice senza contare che, quasi tutti, risultavano senza fissa dimora. L'indagine Simple2 ha documentato oltre 200 cessioni di droga che hanno portato a chiedere e ottenere dal gip 18 ordinanze di custodia cautelare di cui, otto, in carcere, 9 divieti di dimora e un obbligo di firma nei confronti di una italiana 25enne, fidanzata di uno degli spacciatori e in stato interessante.

La droga venduta era, in gran parte, eroina. Uno stupefacente che, sempre più, sta tornando alla ribalta nel mercato dello spaccio anche perchè, la gran parte dei tossicodipendenti, ha lasciato da parte la siringa preferendo inalarla o fumarla. Gli acquirenti, tutti italiani tra i 25 e i 40 anni, sono stati intercettati dai carabinieri che li hanno interrogati ricostruendo così la rete di spaccio messa in piedi dagli stranieri che, a parte uno, risultano tutti clandestini in Italia. A finire in manette, nella giornata di martedì, sono stati Moahamed Ali Barkallah, 28enne tunisino unico col permesso di soggiorno in regola; Marouen Rabai, 32enne tunisino; Lasaad Aouadi, 43enne tunisino; Ridha Bannour, 29enne tunisino; Hamda Nizar Ren, marocchino 28enne; Arbi Benzarti, tunisino 31enne. Secondo quanto emerso dalle indagini, il gruppo si riforniva da altri spacciatori nella zona di Ravenna per poi trasportare a Rimini le dosi da rivendere.

All'alba di martedì, durante le ricerche degli spacciatori, i carabinieri hanno fatto irruzione in una struttura abbandonata di via Toscanelli, a San Giuliano, dove si pensava potessero trovarsi i pusher. All'arrivo dei militari dell'Arma due stranieri, sentendo il fracasso, si sono asserragliati nella mansarda della catapecchia ritirando poi la scala per evitare di essere catturati. E' stato necessario l'intervento dei vigili del fuoco con l'autoscala per riuscire ad agguantarli. A finire nella rete sono stati altri due tunisini, il 30enne Wissem Hachaichi e il 24enne Bilel Karoui, arrestati in flagranza in quanto trovati in possesso di 5 grammi di eroina.

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