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Covid, torna la plastica a tavola: male le scuole della regione, ma Rimini si difende

I dati di Legambiente sulle mense scolastiche restituiscono un quadro positivo per la città di Rimini, fra le 5 città del Paese che dichiarano di somministrare pasti 100% bio

Le scuole dell'Emilia-Romagna hanno in larga parte abbandonato le stoviglie riutilizzabili, rimpiazzate da monoporzioni con posate e tovagliette monouso, a causa della pandemia. "Un passo indietro per l'Emilia-Romagna", afferma Legambiente. Ma "preoccupante" è anche la "minore attenzione per la raccolta differenziata, sospesa in alcune scuole per evitare assembramenti fra i bambini a fine pasto". Sono le note negative di Ecosistema Scuola, l'indagine di Legambiente sulla qualità dell'edilizia scolastica e dei servizi. Per quanto riguarda l'Emilia-Romagna i dati sulle mense scolastiche comunque "restituiscono un quadro positivo per la città di Rimini, fra le cinque città del paese che dichiarano di somministrare pasti 100% bio", fa sapere l'associazione. Peccato per il ritorno progressivo alla plastica. "Siamo consapevoli che alcune misure preventive siano necessarie e che l'attenzione verso il contenimento dei contagi rappresentano una priorità- dichiara Legambiente Emilia-Romagna- ma è altrettanto importante non abbandonare le buone pratiche e i traguardi educativi raggiunti fino ad ora".

Altro tema "è l'utilizzo delle fonti rinnovabili, sul quale anche la nostra regione è in ritardo. Se si vogliono raggiungere gli obiettivi ambiziosi del patto per il clima e il lavoro occorre che anche gli edifici scolastici vengano coinvolti con l'installazione di impianti".

Sull'edilizia dal dossier emergono dati positivi per l'Emilia-Romagna: Parma è al primo posto nelle due graduatorie delle città che hanno speso di più nel 2019 in manutenzione straordinaria e ordinaria, mentre Modena è tra le altre città in vetta rispettivamente per gli interventi ordinari. "Molto positivi", scrive l'associazione ambinetalista, i dati che riguardano gli investimenti per i servizi e progetti a favore delle scuole, delle famiglie e dei ragazzi, che posizionano Reggio Emilia come la città "che da anni investe mediamente di più in Italia per questi servizi, destinando 161 euro a ragazzo per progetti educativi nelle scuole, di integrazione scolastica, laboratori linguistici, mediazione culturale, qualificazione offerta formativa, formazione digitale". Altri 134 euro, riferisce ancora Legambiente, "vengono rivolti per specifici progetti e iniziative rivolte agli under 14 come scuole aperte nel pomeriggio, spazi culturali ed educativi interdisciplinari, integrazione e agevolazioni per centri estivi, oratori cittadini". Parma è la "seconda città in Emilia-Romagna che investe maggiormente in questo senso". (Agenzia Dire)

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