Reddito di cittadinanza, la storia di Lidia: "In casa in cinque con un disabile, cerco anche il lavoro"

"Non mi vergogno a chiedere il sussidio, la speranza è di trovare finalmente un impiego grazie alla formazione professionale"

Casalinghe, cittadini stranieri residenti in Italia, nullatenenti, mamme e disoccupati da anni. Il "popolo" del reddito e della pensione di cittadinanza è in coda da ore a Rimini per fare richiesta di sussidio negli uffici Caf, fra cui quelli della Cisl, o negli uffici postali. Con questo sostegno le persone che si trovano in condizioni di particolare disagio economico e sociale possono trovare una boccata d'ossigeno. Le storie sono tantissime e mostrano uno specchio dell'Italia in bianco e nero. Ci sono persone altamente specializzate, laureate, ma che non riescono comunque a trovare un'occupazione, padri di famiglia appena licenziati e chi da sempre si arrangia con lavoretti.

C'è chi non vuole parlare di sé e si gira dall'altra parte, ma superato il primo imbarazzo c'è chi si fa avanti e desidera raccontare la sua storia. Sono tanti quelli che puntano a un lavoro, come Lidia Romano, 40 anni, in fila insieme al compagno Erik. "Potrò chiedere il reddito di cittadinanza solo io - spiega Lidia, con i moduli e la carta d'identità stretti fra le mani - perché facciamo parte dello stesso nucleo familiare. Viviamo in cinque sotto lo stesso tetto, con noi ci sono anche i miei suoceri e il fratello disabile del mio compagno. Noi due non lavoriamo, i miei suoceri percepiscono la pensione minima e mio cognato circa 700 euro fra pensione e accompagnamento. I suoceri pagano 300 euro di mutuo e con il resto dei soldi dobbiamo pagare tutto: bollette, spesa, medicine".

E' un fiume in piena Lidia, che ribadisce di voler chiedere il reddito perché spera in un lavoro. "I soldi ci servono, ormai chiediamo prestiti anche agli amici, ma soprattutto spero di entrare nel percorso lavorativo che verrà strutturato con formazione professionale mirata per un posto di lavoro. Forse adesso lo troverò, io è da anni che ci provo. Durante la stagione qualcosa riesco a fare, ma appena finisce l'estate sono di nuovo a spasso, ho fatto qualsiasi cosa. Vogliamo un po' di tranquillità e la volontà di lavorare sodo non ci manca".

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Le previsioni

Il Caf Cisl Romagna ha fatto una stima di quante persone potrebbero accedere inizialmente ai suoi uffici, calcolandolo in base agli Isee che le varie sedi hanno elaborato in questi primi due mesi del 2019. Solo nel comprensorio di Rimini e limitatamente a questa platea sarebbero 904 i possibili aventi diritto, che corrispondono a circa il 60% di tutti coloro che si sono presentati tra gennaio e febbraio nelle sedi Cisl per il rilascio dell’Isee.

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