La Repubblica di San Marino pronta a 'scaricare' l'aeroporto 'Fellini'

"L'infrastruttura - attaccano dal Titano - non riesce a garantire ai territori, compresa la Repubblica di San Marino, quella piena operatività per un flusso turistico internazionale"

L'aeroporto internazionale di "Rimini e San Marino" rischia di perdere un pezzo importante del suo nome. E non solo. Il Titano, suo storico partner, infatti sta perdendo la pazienza, ora che come non mai ha bisogno di rilanciare la sua economia partendo proprio dal turismo estero. E proprio dal rappresentante del governo che ha la delega delle politiche turistiche, il segretario di Stato Teodoro Lonfernini, intervistato dalla 'Dire', arriva l'ultimatum: "O il Fellini parte e decolla definitivamente - manda a dire - o davvero forse il mio governo è il caso si interroghi su quella sua partecipazione". Ad oggi infatti, malgrado la ripartenza di Airiminum, "l'infrastruttura - motiva Lonfernini - non riesce a garantire ai territori, compresa la Repubblica di San Marino, quella piena operatività per un flusso turistico internazionale".

A preoccupare il Titano è poi l'associazione con il proprio nome. "Quella infrastruttura ha una denominazione che riguarda anche il Paese Repubblica di San Marino", puntualizza contrariato Lonfernini. "Dobbiamo davvero interrogarci su quello che è il vero progetto da lanciare da qui ai prossimi 5 anni", ribadisce il portavoce del governo sammarinese. "O il Fellini decolla definitivamente - continua - o cerchiamo alternative possibili".

Lonfernini le spiega: in parte San Marino può contare su "un piccolo progetto interno", ovvero relativo all'aeroporto di Torraccia, che può essere ampliato e valorizzato. Oppure può guardare poco più lontano di Rimini, ovvero a Bologna e al suo aeroporto: "una struttura- prosegue- che può garantire maggiormente quel flusso turistico internazionale", Attraverso il Marconi infatti "possiamo pensare di avere una corretta promozione e poi anche la possibilità di trasferimento alla Repubblica di San Marino". Su questo il Titano sta già "abboccando" con Bologna ma solo "in funzione del fatto - puntualizza il segretario - che su Rimini non possiamo contare per una programmazione adeguata". Quindi sull'apertura di desk, punti informativi e trasferimenti "stiamo già ragionando - rivela il segretario - con l'Assessore regionale al Turismo dell'Emilia Romagna", Andrea Corsini. Infine, Lonfernini vuole togliersi un ultimo sassolino dalle scarpe, nei confronti dell'aeroporto riminese, puntando il dito contro la pagina web del Fellini: "Nell'era del web marketing - lamenta - il sito è statico, poco accattivante e, per usare un eufemismo, fortemente inadeguato".

Secca la risposta di Airiminum che sottolinea come “lo scorso 9 maggio, quando abbiamo presentato ‘Linee strategiche per lo sviluppo: AIRiminum incontra’, invitando tutte le autorità della Riviera, secondo preciso protocollo, abbiamo avuto l’onore di avere con noi, in rappresentanza del Governo della Repubblica di San Marino, il Segretario di Stato Marco Arzilli con delega ai Trasporti, che ha salutato con soddisfazione la presenza della bandiera del suo Paese, accanto a quella dell’Italia e a quella dell’Unione Europea. Stupisce e infastidisce, come una puntura di zanzara - sottolinea Laura Fincato, presidente di AIRiminum 2014 - un intervento a gamba tesa e chiaramente disinformato da parte di un altro Segretario di Stato che ha deleghe diverse da quella ai Trasporti: da mesi, ai numerosi incontri con i rappresentanti politici e con i tecnici della Repubblica di San Marino, non abbiamo avuto il piacere di incontrare il Segretario di Stato Teodoro Lonfernini. Tutti possono avere ed esprimere pareri e opinioni, forse una maggiore attenzione andrebbe esercitata da chi rappresenta le istituzioni. Delle relazioni tra Italia e Repubblica di San Marino, del sedime aeroportuale, delle relazioni con possibili investitori, italiani e non, di società e concessioni, è opportuno e necessario occuparsi: con serietà e con moderazione nei toni e nei giudizi, con attenzione a non confondere ruoli e problemi".

“Naturalmente – prosegue la presidente della nuova società di gestione dell’Aeroporto internazionale di Rimini e San Marino ‘Federico Fellini’ – ci auguriamo che il Governo di San Marino abbia una voce univoca nei prossimi confronti con la Repubblica Italiana, con Enac e infine con AIRiminum 2014, in modo che ciascuno, il ‘Fellini’, il ‘Marconi’ o qualunque altro aeroporto abbia certezza rispetto agli interlocutori e alle loro idee. Per parte di AIRiminum 2014 è già avvenuta e continuamente avverrà un’informazione corretta, che parte dalla storia e guarda al presente e al futuro: la precedente società di gestione fallita e l’aeroporto chiuso; le difficoltà di una situazione economica globale nota a tutti e che incide sul turismo, non solo in Riviera; le prospettive per le quali si sta lavorando”.

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“Che il 2015 sarebbe stato, non per colpa nostra, l’anno zero lo abbiamo detto e ripetuto in più occasioni - aggiunge l’amministratore delegato di AIRiminum 2014 Leonardo Corbucci –. Purtroppo lo è, soprattutto a danno nostro e dei nostri investitori: si è partiti solo l’1 aprile con la stagione estiva compromessa. Non credo che in questa storia si sia ancora raccontato tutto, l’unica cosa che posso aggiungere già in questa fase è che sicuramente per il rilancio del ‘Fellini’ non c’è bisogno del ‘salvatore della patria’, ma di un impegno collettivo della nuova società di gestione, di tutti i soggetti istituzionali e degli operatori economici della Riviera romagnola che hanno interesse a collegare Rimini al mondo. Per far questo bisogna che si ricreino le giuste condizioni affinché i turisti ritornino e trovino un sistema di servizi adeguato e in linea ad altre piazze del Mediterraneo: leggasi Spagna. Questo è compito del territorio nel complesso - compreso l’aeroporto che va inteso come un soggetto istituzionale, a disposizione di tutti - di quello stesso territorio che già una volta, nel recente passato, ha assistito alla chiusura di quella che presumibilmente è la infrastruttura principale per la sua economia. Vicenda che evidentemente non deve più accadere".

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