Blitz antiprostituzione nei residence di Miramare

Blitz antiprostituzione nel cuore della nottata tra sabato e domenica dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Rimini in tre residence ubicati nella zona di Miramare

Blitz antiprostituzione nel cuore della nottata tra sabato e domenica dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Rimini, coadiuvati dai colleghi delle stazioni di via Flaminia e Miramare, in tre residence ubicati nella zona di Miramare. Sono state identificate 15 persone di nazionalità rumena, russa, domenicana ed albanese, denunciando sei romene - tra i 20 ed i 33 anni – ed una prostituta ungherese di 21 anni, perché inottemperanti al foglio di via obbligatorio.

Oltre ad identificare e perseguire le “lucciole” in strada, i Carabinieri hanno controllato appunto i tre residence dove non si esclude possa essere esercitata la “professione più antica del mondo”. I Carabinieri della stazione di Rimini, in seguito ad una richiesta al 112, sono intervenuti a Spontricciolo, nella zona di Riccione, lungo la Statale 16 Adriatica, dove era stata segnalata la presenza di prostitute che chiedevano passaggi, creando pericolo per la circolazione stradale. I militari, giunti all’altezza del centro commerciale Brico, hanno notato alcune prostitute che a lor volta, alla vista dei lampeggianti, si sono date subito alla fuga per le vie circostanti.

Durante i controlli, è stata alla Prefettura una cesenate di 34 anni residente a Santarcangelo di Romagna, poiché trovata in possesso di 3 grammi di hashish. Sempre nell’ambito delle attività di contrasto alla prostituzione, a seguito del controllo di vari centri massaggi gestiti da cittadini cinesi ed effettuato nel novembre 2011 dai militari e dai colleghi del Nucleo Ispettorato del Lavoro e del Nucleo Antisofisticazione e Sanità, il Comune di Rimini ha emesso un’ordinanza di divieto di prosecuzione dell’attività per il centro massaggi in via Dario Campana dove, all’atto del controllo, era stata rilevata l’assenza del responsabile tecnico dell’attività di estetista. All’epoca erano già state contestate sanzioni amministrative per irregolarità in materia di lavoro per circa 22mila euro.

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