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Cronaca

Ambienti open space e struttura in vetro trasparente: il progetto per la nuova sede gli uffici comunali

Un edificio ecocompatibile in vetro trasparente dove i dipendenti lavoreranno in ambienti open space

Sarà realizzato in vetro trasparente con ambienti open space, ecocompatibile e autosufficiente dal punto di vista energetico. E' questo il progetto di Casa Comune, uno dei maxi interventi della riqualificazione dell'area stazione ferroviaria di Rimini, un edificio dove saranno riuniti in un'unica sede, tra il capolinea del Metromare alla stazione e la velostazione, gli uffici comunali di via Rosaspina, via Ducale e via Brighenti, "ma si stanno valutando anche quelli del palazzo ex Aquila d’Oro", spiega il sindaco Andrea Gnassi in occasione della presentazione del progetto di riqualificazione. "In sostanza sarà il contrario di quelli di via Rosaspina, che sono bunkerizzati. Sarà il nostro Urban city center, al centro dell’Anello Verde, vicino alla velostazione dedicata alle biciclette, facilmente accessibile, oltre che dai residenti, da chi utilizza i bus e il MetroMare".
Il progetto della “Città pubblica” prevede anche edifici ad uso terziario e commerciale e una piazza, parzialmente coperta, vicino alla fermata del Metromare che la metta in connessione con la stazione e i servizi ferroviari, compreso il possibile nuovo collegamento con la Fiera di Rimini per il quale il Comune ha fatto richiesta di finanziamento. Inoltre, è prevista la trasformazione del piazzale prospiciente la stazione in una piazza pubblica pedonale.

La grande rivoluzione dell'area stazione ferroviaria

Al livello interrato della sede unica sarà realizzato un parcheggio. Le quantità insediabili massime previste sono di 12mila metri quadri per la sede unica e 3mila metri quadri per il commerciale/terziario compresi spazi commerciali a supporto della velostazione. L’investimento sarebbe coperto dalle risorse che oggi il Comune di Rimini spende per gli affitti. La residenza a Palazzo Garampi resterà ovviamente al suo posto, è il nostro patrimonio storico. "Si accenderà un mutuo le cui rate saranno finanziate dal risparmio di un milione euro degli attuali affitti e di 900mila euro di spese di gestione - prosegue Gnassi - nel giro di alcuni anni la sede sarà nostra e rimarrà un patrimonio alla città". L'obiettivo è avere le ruspe nel 2020, "si corre, Italia permettendo". E una quota parte andrà nella realizzazione del polo didattico, sportivo e culturale, e nell'ampliamento del parco. Per il polo sarà coinvolto il privato. A partire dal Ceis che in zona ha l'asilo svizzero.

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