Rimini è la provincia romagnola più a rischio per la piaga dell'usura

I dati dell'Eurispes sulla permeabilità dei territori allo strozzinaggio. Ed emerge la figura dello "strozzino della porta accanto

L’usura è ovunque. Anche dove non si sarebbe mai pensato di trovarla e tra persone insospettabili. L’ultima ricerca Eurispes dedicata all’usura fornisce un quadro del Paese piuttosto allarmante. In particolare, l’immagine del “cravattaro” sembra essere stata sostituita, in molti casi, da figure più rassicuranti: il negoziante, il dipendente pubblico, il professionista, che hanno approfittato della crisi per arrotondare, a spese di chi fa sempre più fatica ad accedere al credito bancario.

“Oggi - dichiara il presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara - sappiamo che la figura dell’usuraio non è rintracciabile solo tra criminali e mafiosi, ma è presente anche tra gli “insospettabili”. E’ nata una nuova figura: quella dell’usuraio della stanza accanto”. E nessuna parte dell’Italia si salva: il rischio usura unisce Nord, Centro e Sud, riservando anche molte sorprese. Per investigare statisticamente l’usura, l’Eurispes ha creato uno strumento ad hoc, l’InPUT (Indice di Permeabilità dell’Usura nei Territori), derivante dall’incrocio di 23 variabili socio-economiche per rappresentare la permeabilità o la vulnerabilità  di una data provincia rispetto al fenomeno usura. L’indice assume valori da 0 a 100: più il grado è alto, più quel territorio è vulnerabile.

E la sorpresa salta subito agli occhi: la provincia più a rischio in Italia è Parma, a cui è stato assegnato un valore di 100. Un dato probabilmente legato al perdurare della crisi, ma anche alle tante denunce per usura degli ultimi anni. A fronte di una media nazionale di 44, come si collocano le province romagnole? In Romagna, il territorio più a rischio è il Riminese, con un valore di 44,24. Segue Ravenna con 33,69 e, molto distaccata, la provincia di Forlì-Cesena con 18,24.

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Dopo Parma, Rimini e Ravenna sono i territori più a rischio dell’Emilia-Romagna: Bologna, Modena e Ferrara, infatti, si attestano al di sotto del 32; Piacenza e Reggio-Emilia tra il 27 e il 28. Secondo le stime, il capitale prestato a usura nel 2015 a famiglie e imprese sul territorio nazionale supera i 37 miliardi di euro; sommando il capitale restituito (44,7 miliardi) si arriva a un giro d’affari annuo di quasi 82 miliardi di euro.

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