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"Sulla ruota panoramica il Comune ha osservato tutte le regole"

Dopo la querelle sull'abusività di quello che è stato fatto diventare un simbolo della città, alla vigilia di un Consiglio Comunale ad hoc per sanare la questione palazzo Garampi prende carta e penna per spiegare le scelte fatte

Dopo che anche i fari della Procura si sono puntati sulla ruota panoramica piazzata nell’area portuale di piazzale Boscovich, che si è trasformata da itinerante a stabile con la conseguenza di dover adeguare i permessi, provocando una querelle cittadina, alla vigilia di un Consiglio Comunale ad hoc per sanare la questione palazzo Garampi prende carta e penna per spiegare le scelte fatte. "Intorno alla vicenda della ruota panoramica - spiega un comunicato del Comune - e alla richiesta del permesso di costruire in deroga e sanatoria che sarà discussa giovedì sera in Consiglio Comunale, si è creata una confusione tale che è divenuto necessario mettere nero su bianco qualche punto fermo, per orientarsi tra la serie di commenti fuorvianti e spazzare via le velate o non velate accuse di approssimazione e favoritismi. Il Comune non ha fatto nulla di più o di meno di quanto non ha già fatto in passato in situazioni simili, seguendo l’iter previsto e adeguandosi le regole, pur in contesti non chiari e soggetti ad interpretazioni diverse.  E’ l’inizio del 2012 quando la società “The Wheel srl” manifesta l’intenzione di portare a Rimini la Ruota panoramica. Un interesse ben accolto da parte dell’Amministrazione Comunale, che ha visto nella ruota panoramica un’attrazione in grado di arricchire l’offerta turistica riminese, che ha la necessità di essere costantemente potenziata e rinnovata. L’Amministrazione dunque si è attivata con la Regione Emilia Romagna per ottenere le autorizzazioni necessarie per posizionare la ruota in piazzale Boscovich, un’area demaniale marittima di cui il Comune è concessionario e che da sempre destina a manifestazioni di carattere sportivo o turistico. Oltre alle autorizzazioni demaniali, richieste alla Regione affinché  l’Amministrazione Comunale potesse a sua volta concedere l'area alla società "The Wheel srl", quest'ultima ha richiesto e ottenuto una lunga serie di altri permessi (autorizzazioni paesaggistica e doganale, i nulla osta della Capitaneria di Porto e del Comando dei fari e segnalamenti marittimi di Venezia, ecc.), che hanno permesso, dopo l’apposita Conferenza di servizi, di dare il via libera all’installazione e all’entrata in funzione della ruota panoramica".

"Un iter impegnativo - prosegue la nota - che è stato seguito per filo e per segno anche nel 2013 quando, in virtù del successo ottenuto dall’attrazione nell’anno precedente, si è deciso di riproporre la ruota sul piazzale Boscovich. Tutte le procedure e permessi si sono fondati su un aspetto fondamentale: la ruota panoramica è un’attrazione del cosiddetto ‘spettacolo viaggiante’ ed è stata quindi trattata alla pari di tutte le altre attività di spettacolo e di intrattenimento presenti in particolare durante la stagione estiva. Nel momento in cui è stata avanzata la richiesta di permanenza della ruota anche oltre l’estate, l’Amministrazione ha voluto approfondire la problematica della rilevanza edilizia della ruota panoramica, anche in virtù di approfondimenti giurisprudenziali, questo proprio a testimoniare la non approssimazione con cui si è voluta affrontare la questione. Una materia su cui purtroppo ci sono comunque rari precedenti giuridici specifici e orientamenti diversi. Proprio per non voler lasciare nulla al caso è stato richiesto un parere ad un esperto di normativa edilizia, sono stati contattati i Comuni che hanno sul loro territorio attrazioni simili e, non in ultimo, gli uffici hanno approfondito l'orientamento della locale Procura anche alla luce degli ultimi incontri e convegni che si sono svolti sul tema delle "Opere di Rilevanza Edilizia, Titoli Edilizi ed Edilizia Libera" alla fine dello scorso anno. Se da una parte i Comuni contattati hanno confermato di non attribuire rilevanza edilizia alle attrazioni dello spettacolo viaggiante, dall’altra alla luce delle risultanze dei pareri di cui sopra e dell' orientamento emerso dai convegni, si è ritenuto necessario il rilascio di un permesso di costruire. Un’indicazione, questa, che si è tradotta con la richiesta da parte del privato del rilascio di un permesso di costruire a termine in deroga ed in sanatoria all' interno di un percorso di legittimazione edilizia individuato con l'Amministrazione Comunale, procedura del resto già sperimentata recentemente con la vicenda dei palloni pressostatici in suolo privato. Una scelta che, considerato l’interesse pubblico e l’unicità del caso, ha lo scopo - tra le varie tesi emerse dagli approfondimenti - di dare la maggior garanzia agli operatori. Tutto questo iter, che il Comune ha seguito in maniera scrupolosa, non ha nulla a che vedere con la vicenda che coinvolge gli operatori balneari, forzatamente tirata in ballo da alcuni. Ad unire le due situazioni solo la necessità del privato di sanare situazioni che organi sovraordinati ritengono non a norma, con procedimenti che sono obbligatoriamente diversi per legge e per caratteristiche".

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