A scuola mense meno costose per oltre mille bambini e addio alla plastica

L'assessore Morolli: "L'obiettivo è una scuola ecologica, ogni anno si usano quasi due milioni di stoviglie fra piatti e bicchieri"

L'assessore Mattia Morolli e il dirigente scolastico Stefani

Mense meno care nelle scuole, addio alla plastica, attenzione ai cibi bio e scuola senza zaino. Sono queste le novità principali in arrivo negli istituti scolastici riminesi, come annunciato dall'assessore ai servizi educativi Mattia Morolli.

Con le nuove tariffe per l’anno scolastico 2019/2020 è stata apportata una riduzione alla refezione scolastica di 70 centesimi a pasto, grazie alla quale la tariffa agevolata passa da 6 euro a 5,30 (a fronte di una media regionale di 5,40). Ad usufruirne saranno già circa 1.400 bambini; una platea che potrà ampliarsi per chi, presentando l’Isee, rientrerà nei parametri richiesti (oggi sono circa la metà a non presentarlo). Un dato che tenderà ad aumentare anche perché da settembre per le classi di alcune scuole dove non è presente sarà attivato il servizio a tempo pieno con mensa. “Le prime scuole in cui partirà  saranno la Fellini e la Flavia Casadei – spiega l’assessore alla scuola del comune di Rimini Mattia Morolli – Qui c’è stata una grande richiesta di questo tipo e in estate saranno realizzati i lavori per allestire gli spazi necessari, perché non vogliamo che i bambini debbano mangiare in classe".

Ad oggi il numero di bambini ed alunni che utilizzano il servizio è di 3.261 alunni, di cui 2.404 appartenenti alle scuole primarie ed i restanti 857 alla scuola dell’infanzia statale. in base all’attuale sistema tariffario, la percentuale di copertura dei costi del servizio di refezione è pari al 71,22% (a carico dell’utenza), mentre la restante parte è coperta dal Comune, con una quota pari al 28,78%.

Il risparmio

In seguito alla nuova gara d’appalto della refezione scolastica, si è registrata una riduzione del costo del servizio. Grazie a questa riduzione è possibile rimodulare la struttura tariffaria articolandola in più fasce Isee ed al contempo di applicare una riduzione alle tariffe in favore delle fasce che hanno un reddito Isee più basso. La riduzione della tariffa agevolata significa l'ulteriore riduzione di 0,70 euro alla tariffa agevolata, mantenendo inalterata la possibilità di applicare la riduzione per altri minori presenti nel nucleo famigliare. Chi ha più figli beneficia di una riduzione del 15% per ogni figlio aggiuntivo al primo. Ciò implica che chi è in possesso di un Isee inferiore ai 35mila euro ed ha due figli, ha una retta giornaliera di euro 5,10, chi ha tre figli di euro 4,20 e chi ha quattro figli di euro 3,30. Questa impostazione valorizza significativamente la numerosità del nucleo famigliare.

"La tariffa, rimasta invariata in questi anni, è stata stabilita dai nuovi bandi di gara, vinti nuovamente  da Gemeaz e Dusman, e interesserà appunto le famiglie che presentano un Isee familiare inferiore a 35mila euro - spiega l'assessore Morolli - con un risparmio annuo per le elementari di 120 euro, considerando che si mangia a scuola 160 giorni, e per l’infanzia di 130 euro con 20 giorni in più di pranzi (in totale 180). Ulteriore sconto di 15% sui 5,30 euro è previsto per ogni fratello e sorella in età scolare. Mense meno care, attenzione ai nuclei famigliari numerosi e a quelli più in difficoltà, valorizzazione del biologico e ai menù differenziati. Il diritto allo studio è un asse fondamentale della nostra Amministrazione che, grazie a questi interventi, va ad aiutare concretamente più di mille famiglie riminesi. Aiuti che si calano nel concreto di servizi che diminuiscono i costi ma aumentano la qualità, come rilevato da studi e siti di settori che posizionano le nostre mense nei primi posti. Un'attenzione certficata anche dalle visite dei vertici delle ditte con cui, la settimana scorsa, siamo andati insieme a mangiare nelle mense, controllando di persona la qualità del servizio. Ci sono cibi che i bambini non vogliono

I bandi di gara sono stati due. Uno ha riguardato la gara cucine nidi e scuole infanzia comunali, durata 3+3 anni, valore complessivo euro 4 milioni e 196.18, numero utenti circa 1.400. L'altro la gara refezione scolastica statali (infanzia e primarie), durata 4+4 anni, valore complessivo 6 milioni e 722.296, numero utenti circa 3.200. Per entrambe le gare si sono ottenuti dei miglioramenti significativi, sul fronte della qualità degli alimenti e dell’impatto ambientale con sconti significativi sul prezzo del pasto.  

Altra novità sono le mense plastic free

Obiettivo che il Comune di Rimini vuole raggiungere nei prossimi mesi è quello di eliminare la plastica dalle mense, grazie alle clausole inserite nell’appalto per le cucine dei nidi e scuole dell’infanzia comunali e la refezione delle scuole statali. Due gare che hanno già consentito di incrementare il livello qualitativo dei servizi e delle materie prime e che nei prossimi mesi, anche grazie all’installazione di nuove lavastoviglie a basso consumo, permetterà la graduale eliminazione della plastica da tutte le mense. Tra le clausole inserite infatti risulta l’obbligo di installare in tutti i plessi lavastoviglie, sostituendole dove già presenti con nuove a ridotto consumo energetico, e dotare tutti i plessi di posateria e stoviglieria in materiale riutilizzabile (acciaio, vetro e ceramica). Grazie alla nuova gara si sono già avviate novità su altri aspetti importanti della quotidianità scolastica, come l’utilizzo di imballaggi riutilizzabili, l’utilizzo di fornitori di prodotti Bio a filiera corta e di detergenti e detersivi a basso impatto ambientale. Almeno il 15% del personale addetto deve provenire da categorie di svantaggio sociale.

Stop alle stoviglie di plastica nelle scuole

"Vengono consumati 6.400 piatti di plastica al giorno, primo e secondo, che moltiplicati per i giorni di mensa diventano 1,2 milioni e 600mila bicchieri all’anno, a cui si aggiungono anche quelli dei docenti che sono un centinaio. E, rispetto alla qualità del cibo Morolli evidenzia gli attestati positivi ricevuti “sui blog come foodinsider“. Il cibo viene apprezzato dalla maggioranza dei bambini e delle famiglie. "Tra i piatti preferiti pizza e pappa fish, mentre ai bimbi non piace molto il cous cous in brodo, Prediligiamo soprattutto pesce e carni bianche. Ci sono invece già menù etnici e grande attenzione alle allergie. Inoltre, sperimenteremo, in collaborazione con i panificatori romagnoli la presenza due, tre volte alla settimana, di pane locale“.

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Scuola senza zaino

Da una classe sperimentale a San Fortunatoì il progetto scuola senza zaino si è esteso a ulteriori tre classi (una a Santa Giustina e due alle Decio Raggi). "Dal  prossimo anno - prosegue  Morolli - si prevede l’estensione ad ulteriori due classi delle scuole primarie e quindi avremo 6 classi. Vogliamo orientarci verso nuovi modelli educativi. Con i presidi, aggiunge, si ragiona sul modello didattico finlandese, inoltre l'amministrazione lavora anche sugli spazi, nella direzione dell'esigenza delle famiglie di tempo pieno e settimana corta, con nuove classi in attivazione l'anno prossimo, per una scuola sempre più contenitore di servizi, tra sport e laboratori didattici".

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