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Cronaca

Delfini sotto sequestro per cinque anni, l'Acquario di Genova presenta un conto salato

A fine mese in arrivo la sentenza, ma a fare paura agli imputati è la cifra chiesta dalla struttura ligure

A essere salata non è solo l'acqua in cui nuotano i delfini, ma anche le spese che l'Acquario di Genova ha in mano per la vicenda che vede coinvolto il Delfinario di Rimini. Il conto alla rovescia è iniziato, mancano infatti tre settimane alla sentenza del Tribunale di Rimini per i presunti maltrattamenti dei quattro delfini ospiti del Delfinario. Gli imputati sarebbero in allarme non tanto per la richiesta dell'accusa, che chiederebbe quattro mesi di reclusione, quanto, in caso di condanna, per il rischio di dover pagare le spese per il mantenimento dei tursiopi, sequestrati su richiesta della procura e affidati da quasi cinque anni all’Acquario di Genova.

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Secondo i loro calcoli, presentati all'amministratore giudiziario, ogni animale sarebbe costato all'anno circo ottantamila euro. Una cifra da moltipplicare per i 4 delfini e per i cinque anni di "soggiorno" in Liguria. Secondo l'incarito della perizia del Tribunale di Rimini, il commercialista Giacarlo Ferrucini, il costo medio sarebbe di 20mila euro l'anno. Adesso, c'è solo da aspettare la sentenza e capire come agiranno le parti coinvolte in questo caso.

La replica dell'Acquario di Genova

Spiega una nota di precisazione di Costa Edutainment, società di gestione dell’Acquario di Genova che da settembre 2013 su richiesta delle Autorità competenti accoglie nelle vasche del proprio Padiglione Cetacei i quattro esemplari di tursiope sequestrati al Delfinario di Rimini – Alfa, Sole, Luna, Lapo -: "Nel 2013 la struttura ha accettato di ospitare i quattro esemplari a titolo gratuito firmando un verbale di affidamento in custodia pro-bono.
Cinque anni dopo, nel settembre del 2018, alla luce di una durata dell’affidamento inaspettatamente più lunga, Costa Edutainment ha sottoposto al Tribunale di Rimini competente una richiesta di valutazione di rimborso spese per il mantenimento a partire dalla data di settembre 2018. La richiesta è stata corredata di una valutazione dei costi per il mantenimento degli esemplari – tra gli altri il lavoro di uno staff dedicato sia addestrativo che medico veterinario, il cibo, la gestione dell’acqua e degli impianti – e, sottoposta a verifica del perito del Tribunale, con definizione della cifra per ciascun individuo. La richiesta di rimborso spese da parte di Costa Edutainment non è pertanto da ritenersi in alcun modo retroattiva rispetto alla data del settembre 2018. L’azienda fa inoltre presente che la richiesta di contributi per il mantenimento di esemplari sequestrati costituisce in Italia una prassi anche per altre specie in diverse strutture affidatarie".

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