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Pediatri reperibili, ogni weekend oltre 30 "attivazioni"

Il Comitato Consultivo Misto di Riccione ha discusso dei servizi per l’infanzia, con l’audizione del dottor Maurizio Bigi, neodirettore dell’Unità Operativa “Tutela Salute Famiglia, Donna Ed Età Evolutiva” dell’Ausl

Il Comitato Consultivo Misto di Riccione ha discusso dei servizi per l’infanzia, con l’audizione del dottor Maurizio Bigi, neodirettore dell’Unità Operativa “Tutela Salute Famiglia, Donna Ed Età Evolutiva” dell’Ausl. Il dottor Bigi ha rimarcato l’importanza del nuovo accordo coi pediatri di famiglia, che partecipano attivamente all’attività di Guardia Medica. In pratica, come noto, se a rivolgersi alla Guardia medica (tel. 0541.787461) sono genitori con bimbo in età pediatrica, nelle giornate di sabato, domenica e festivi infrasettimanali, il medico di Guardia medica può, a suo insindacabile giudizio, attivare una consulenza telefonica con il pediatra reperibile.

Se necessario il pediatra stesso può inviare il piccolo paziente all'ambulatorio di Guardia Medica o il medico di Guardia Medica a domicilio della famiglia, se i sintomi sono più seri, o ancora avviarlo al Pronto Soccorso pediatrico dell'Ospedale di Rimini, che provvederà ad avvertire telefonicamente. Il nuovo servizio è già attivo da varie settimane, e al Comitato Consultivo Misto di Riccione il dottor Bigi ha illustrato i relativi dati d'attività: In ogni fine settimana si sono avuti in media una trentina di contatti col pediatra.

Oltre l'80 per cento delle chiamate si è risolto con una consulenza telefonica del pediatra ed è anche capitato che lo stesso pediatra, dopo tale consulenza telefonica, si sia fatto richiamare nelle ore successive per ricevere aggiornamenti sull'andamento clinico del bambino. Nel restante 20 per cento dei casi si è resa necessaria la visita che, nella quasi totalità, è stata efettuata a cura del medico di Guardia Medica. Sporadici i casi inviati al Pronto Soccorso pediatrico, sempre previamente concordati e presentati telefonicamente al pediatra ospedaliero di turno.

L'obiettivo della sperimentazione è, come noto, quello di fornire un servizio sempre più puntuale ed efficace alle famiglie con bambini che, specialmente nei giorni festivi e prefestivi, come testimoniato anche da numerose segnalazioni pervenute all'A.USL negli ultimi anni, sentono l'esigenza, per le situazioni percepite come più delicate, di un consulto, magari anche solo telefonico, con un pediatra, oltre che col medico di Continuità Assistenziale.

Nel corso della riunione del Comitato Consultivo Misto di Riccione, il dottor Bigi ha affrontato un altro tema d’attualità, posto dal presidente del Comitato Roberto Parma, e cioè quello dell’età cui un bambino viene seguito dal pediatra e poi invece passa al medico di famiglia. I bambini devono essere seguiti dal pediatra fino all’età di 6 anni e non oltre l’età di 14 anni (che salgono a 16 qualora sia affetto da patologie croniche gravi).

Nel periodo intermedio la famiglia può scegliere se essere seguita da un pediatra o già da un medico di famiglia, mentre ad un nuovo incontro, ad hoc, è stato demandata l'illustrazione del tema, sempre a cura del dottor Bigi, delle vaccinazioni pediatriche. Nella medesima riunione riccionese, il Comitato ha anche toccato l'argomento delle barriere architettoniche, sia in relazione all'abbattimento di quelle ancora esistenti, sia alla necessaria sensibilizzazione di quei casi di inciviltà che rendono la vita ancor più difficile alle persone disabili (l'esempio più classico è quello di chi parcheggia, anche vicino alle strutture sanitarie, negli stalli dedicati ai disabili): il Comitato si farà parte diligente di segnalare sia le une sia le altre situazioni all'Azienda, per i possibili interventi.

Infine, sia il Comitato Consultivo Misto di Riccione sia quello di Rimini si sono recati, recentemente, ad una visita guidata del Laboratorio Analisi Unico di Romagna di Pievesestina, al fine di comprenderne al meglio le caratteristiche ed il funzionamento. I membri dei Comitati sono stati guidati, nella visita, dal direttore del Dipartimento di Patologia Clinica dell'A.USL di Cesena dottor Paolo Masperi, dal direttore del Laboratorio Unico di Pievesestina dottor Romolo Dorizzi e accompagnati dal direttore dell'Unità Operativa “Medicina di Laboratorio” dell'A.USL di Rimini dottor Giambattista Volpones.

Sono state illustrate le fasi dell'arrivo dei campioni, dello smistamento, dell'analisi e della compilazione dei relativi referti, sottolineando l'innovazione tecnologica che sottende all'intero progetto, e in virtù del quale è possibile effettuare importanti controlli incrociati rispetto alla qualità degli esami efettuati. La rete laboratoristica romagnola dispone oggi di attrezzature di ultimissima generazione, laboratori decontaminanti di massima sicurezza per la conservazione e la manipolazione (a norma di legge) delle cellule umane, piattaforme biotecnologiche condivise tra i diversi settori specialistici. Apparecchiature e sistemi d'avanguardia sono stati attivanti anche per quanto attiene all'attivazione, più recente, dell'officina trasfusionale romagnola. Non va infine domenticato che presso il Laboratorio Unico di Pievesestina vengono ogni anno “processati” oltre 15 milioni di campioni, un'entità di lavoro che consente un'affidabilità di gran lunga maggiore rispetto a quella di laboratori più piccoli.

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