Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

Si discute dello sgombero di 'Casa Madiba', scintille in consiglio comunale

Presenti in sala i ragazzi del centro sociale sgomberato dalle due palazzine occupate. Il sindaco Gnassi: 'Rispettate le regole'

Una seduta agitata, quella di giovedì sera, per il consiglio comunale di Rimini dove, tra le altre cose, si è discusso dello sgombero di 'Casa Madiba'. In un'aula presidiata, dentro e fuori, dalle forze dell'ordine per evitare gli scontri di mercoledì con una carica della polizia di Stato sotto i portici di palazzo Garampi, erano presenti anche gli attivisti del centro sociale 'armati' di cartelli. Tre le interpellanze in merito presentate da Gioenzo Renzi del gruppo misto, da Gianluca Tamburini del Movimento 5 Stelle e da Fabio Pazzaglia di Fare Comune. L'assessore Gloria Lisi prova a rispondere ma viene spesso interrotta dagli attivisti di 'Casa Madiba'. Cartelli alti per il rispetto dei diritti di tutti, slogan contro lo sgombero e anche un "bugiarda, ma studia", urlato quando Lisi sottolinea che mai è stata presentata una proposta dagli occupanti.

Anche il sindaco Andrea Gnassi prende parola e battibecca con Pazzaglia, "parliamo dei senzatetto o della tua campagna elettorale con la claque?", e alcuni dei ragazzi che replicano "non sei credibile". Applausi ironici sfidano il sorridente capo della polizia Municipale, Pietro Mazzotti. Quelli sinceri sono per Pazzaglia che chiude il dibattito non vedendo differenze con Salvini della Lega Nord. I ragazzi escono, pugni chiusi alzati con il coro "casa, diritti, dignita'". Fuori alcuni di loro discutono con il sindaco e l'assessore alla Polizia municipale, Jamil Sadegholvaad. Altri chiedono all'assessore di Federazione della Sinistra Sara Visintin, assente durante il dibattito, di dimettersi. Ma le posizioni rimangono quelle.

"Partecipate al bando". Questo l'invito che lancia il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, ai ragazzi di Casa Madiba riuniti fuori dalla sede del consiglio comunale. L'intenzione dell'amministrazione, prosegue, è mettere in sicurezza l'immobile per poi lanciare un'evidenza pubblica per l'affidamento a scopi sociali. Certo non lo si può fare direttamente, rimarca invitando appunto i ragazzi di 'Casa Madiba' a partecipare a questo percorso. Prima di lui aveva provato il vicesindaco Gloria Lisi a sottolineare che occorre dare risposta al tema dell'emergenza abitativa attraverso "canali che garantiscono la giustizia sociale". Tutte le associazioni vanno dunque poste sullo stesso piano.

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