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Rimini si scopre crocevia dello spaccio internazionale di sostanze stupefacenti

Nuova operazione della Guardia di Finanza che, dopo aver scoperto una raffineria di cocaina, intercetta e arresta degli scafisti albanesi che stavano importando in Italia 2 tonnellate di marijuana

Un'operazione, quella conclusa dalla Guardia di Finanza di Rimini, che come ha sottolineato lo stesso comandate provinciale, colonnello Mario Venceslai, "ridisegna completamente gli scenari sullo spaccio e l'approvigionamento delle sostanze stupefacenti nel riminese". E', infatti, di 2 tonnellate di marijuana e di 4 persone arrestate il bilancio di un'operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Rimini che ha stroncato un maxi giro di sostanze stupefacenti che, dalle coste pugliesi, arrivavano poi nel riminese per essere immesse sul mercato all'ingrosso. Le indagini delle Fiamme Gialle sono partite dagli sviluppi dell'operazione "100%", dello scorso ottobre, che aveva permesso di individuare, da parte del nucleo di polizia tributaria, una raffineria di eroina e cocaina nel forlivese. In quella occasione erano stati arrestati due cittadini albanesi, di 26 e 24 anni, oltre al proprietario della villa trasformata in un laboratorio clandestino. Nelle tre stanze, oltre a 24 chili di eroina pura e altri 10 di cocaina sempre non tagliata, erano stati trovati 67 chili di eroina già tagliata e 170 chili tra caffeina e paracetamolo utilizzati per tagliare la droga. L'attrezzatura per il taglio e il confezionamento era di prima categoria: 5 centrifughe in acciaio, frullatori, una pressa industriale per realizzare i panetti e l'apparecchiatura per confezionarli sottovuoto. Secondo le stime delle Fiamme Gialle, il valore al dettaglio di tutta la sostanza recuperata, pari a circa 1,5 milioni di dosi, equivale a 30 milioni di euro. In una stanza, adibita a magazzino dei panetti di droga, il personale della Finanza ha anche recuperato una pistola da guerra, una Cz99 parabellum in dotazione all'ex polizia jugoslava, e oltre 100 cartucce.

Le indagini erano poi proseguite ipotizzando un filone albanese che, dall'ex Jugoslavia, gestiva un importante canale per l'approvigionamento di sostanze stupefacenti che, dall'estero, venivano fatte arrivare nel riminese e, da qui, smistate capillarmente nelle regioni limitrofe. Una minuziosa indagine, portata avanti sempre dal dal nucleo di polizia tributaria di Rimini, che ha permesso di scoprire una nuova ramificazione della banda con quattro soggetti stranieri residenti nel riminese, 3 albanesi e un romeno con un'età tra i 25 e i 30 anni, che dalla Romagna si spostavano lungo le coste della Puglia per ricevere la droga trasportata via mare sui gommoni. Sono così iniziati una serie di pedinamenti che, a fine gennaio, hanno portato a un blitz delle Fiamme Gialle nel tratto di costa tra Barletta e Trani?. Con il supporto delle motovedette e dell'elicottero, i finanzieri hanno intercettato lo scafo che si avvicinava alle coste italiane e sono entrati in azione. Lo scafista, presumibilmente italiano e pugliese a causa della sua perfetta conoscenza dei fondali sotto costa, è riuscito a fuggire facendo perdere le proprie tracce mentre i 4 stranieri residenti nel riminese sono finiti nella rete dei militari. L'operazione ha permesso di recuperare 2 tonnellate di marijuana per un valore complessivo, all'ingrosso, di circa 2milioni di euro che, se rivendute al dettaglio, avrebbero potuto fruttare alla banda quasi il doppio.

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