Sicurezza, Gnassi al vetriolo contro Salvini: "Mette solo in difficoltà le forze dell'ordine, chiediamo subito pattuglie in spiaggia e Daspo"

"Partono le richieste per i controlli notturni nelle zone calde e nelle campagne, rinforzi a Borgo Marina, interventi in stazione e videosorveglianza"

Stringe tra le mani la circolare della Prefettura dove sventola, nero su bianco, i rifiuti nei confronti del Comune di Rimini di applicare tutta una serie di misure in termini di sicurezza, come il Daspo urbano. Il sindaco Gnassi parte all'attacco e cavalca la guerra scatenata ieri dal ministro degli Interno Matteo Salvini sul potere dei prefetti. "Basta alle baggianate, Salvini dice cose che non stanno in piedi, come quelle che ho sentito ieri nel programma Porta a porta. Chiediamo un vertice e partono oggi una serie di richieste ufficiali al Cosp (Comitato ordine di pubblica sicurezza, il luogo dove risiedono tutte le forze dell'ordine) di interventi immediati sulla sicurezza nell'area della stazione, a Borgo Marina, Miramare. E ancora, pattugliamento notturno delle spiagge ,da mezzanotte alle 7, con mezzi idonei e lampeggianti accesi da Bellaria a Cattolica, pattugliamento notturno sempre da mezzanotte alle 7 delle campagne e del forese. Lo chiediamo perché ci facciamo portatori di quello che vogliono nei quartieri. Ci è sempre stato detto che per l'area stazione i problemi a intervenire erano tra Polfer e polizia, bene adesso li risolvano".

Le richieste di intervento

Prosegue Gnassi: "Salvini ha detto ai Prefetti di fare i Prefetti, bene, ma visto che le chiacchiere stanno a zero, oggi stesso il sindaco chiede che in Prefettura si prendano decisioni su questi punti. E zero è il numero che torna anche per il progetto Spiagge sicure,per cui non abbiamo visto un euro. Alle città sopra i 100mila abitanti non è stato riconosciuto nulla, in provincia quei soldi li ha presi solo Riccione, e non Misano che aveva fatto la domanda, strano". Il sindaco va dritto come un treno anche contro  l'ex questore Improta: "Quando abbiamo chiesto di potere usare il Daspo urbano abbiamo avuto indietro un secco no". La misura, introdotta dal ministro Minniti e ampliata da Salvini, servirebbe a tener lontani soggetti perciolosi da determinate aree. Gnassi legge la circolare: "Il questore reputa inefficace il Daspo urbano in quanto di difficile attuazione nella fase di controllo successivo. Rimini lo chiede da tempo. Ci è stato detto che sono solo pezzi di carta, sia dai prefetti che dal questore". Altra spina è il tema della videosorveglianza. "Abbiamo chiesto di mettere in rete i sistemi di videosorveglianza dei privati e la risposta è stata  'meglio di no per problemi di privacy', stessa musica sui gruppi di vicinato, per il questore le segnalazioni tramite whatsapp avrebbero intralciato il lavoro delle forze dell'ordine. Non abbiamo potuto firmare i protocolli, ma ne sono intanto nati a Viserba e Gaiofana". La lista del sindaco è lunga e arriva anche alla questione scuole sicure: "Sempre il questore Improta ha scritto che le azioni antidroga nelle scuole avrebbero creato problemi nella tutela dei minori, l'intervento delle forze dell'ordine in divisa e con le auto della polizia non sarebbero state gradite dai dirigenti scolastici e dai genitori". Il primo cittadino scorre la lista e arriva ai grandi eventi. "Nel 2017 la Lega di Salvini ha presentato una proposta di legge che scaricava le spese per gli eventi sugli organizzatori. In tutta Italia si segue il ‘modello Rimini’ dove ogni forza dell’ordine fa il suo pezzo e si coordina con le altre. Rimini ha speso 700 mila euro negli ultimi anni per le barriere di cemento e i muletti per spostarle. Ora Roma chiede allo Stato di pagargli barriere e security per i gruppi turistici”.

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Gnassi contro Salvini: "Indossa felpe invece di inviare uomini per la sicurezza"

L'affondo

La stoccata pungente arriva in chiave felliniana: "Ricordate il film Amarcord, la Volpina che va a provocare i muratori sulla spiaggia? Ecco, Al babbo di Titta che le chiede cosa stia facendo, lei dice ‘Cercavo il gatto..”. E lui risponde, ‘Va via va là, non c’è il gatto qui, un gnè e gat i que’. Ecco, dispiace che un ministro dica cose che stanno in piedi con il solo risultato di mettere in difficoltà le forze dell'ordine. Noi staremo sempre con loro, ma al ministri diciamo ahce che di gatti qui non c’è”.
E il finale è riservato alla questura: "E' talmente vero che la sicurezza non ha colore che in Consiglio comunale sia maggioranza che opposizione hanno approvato l’autorizzazione ai lavori e al cambio di destinazione degli uffici di piazzale Bornaccini per permettere l’ingresso della Polizia di Stato. L’autorizzazione è stata approvata con 21 voti a favore e quattro astenuti (Mauro, Renzi, Zilli e Camporesi).

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