Luci e ombre su Augusto Mulargia rimasto ferito nell'agguato di San Giuliano

Implicato nel maxi processo per droga, in seguito all'operazione denominata "Lupo grigio" avviata a fine anni '90, era stato poi assolto

Augusto Mulargia

L'operazione chirurgica, al quale è stato sottoposto nella notte tra martedì e mercoledì per una grave lesione all'arteria femorale, sembra essere risucita e Augusto Mulargia, il 51enne rimasto ferito nell'agguato di San Giuliano, già nelle prossime ore potrebbe essere sentito dal magistrato che indaga sulla sparatoria. Gli inquirenti hanno accertato che l'uomo è stato colpito da due proiettili, che lo hanno raggiunto alle gambe e all'inguine, e i testimoni hanno raccontato di aver sentito almeno tre esplosioni e, poi, il ruomore di un motore che ripartiva a tutta velocità ma non è stato ancora possibile stabilire se si sia trattato di uno scooter o, più probabilmente, di una Smart. Sotto la lente d'ingrandimento dei carabinieri c'è la vita di Mulargia che, già in passato, aveva avuto una serie di problemi con la giustizia.

bicicletta agguato san giuliano 5 aprile - 02-2Il 51enne, infatti, nel 1997 era rimasto implicato nella maxi inchiesta "Lupo grigio" su un grosso traffico di cocaina in Riviera, che coinvolgeva anche clan camorristici, ma nel 2010 era stato assolto da ogni accusa. Nel frattempo, però, Mulargia aveva lasciato Rimini per trasferirsi in Thailandia dove aveva aperto un'attività economica per poi lasciare l'Asia e spostarsi sulli'isola di Tenerife, alle Canarie, per aprire una gelateria. In seguito alla ingiusta carcerazione per l'inchiesta "Lupo grigio", proprio in questi giorni il 51enne era stato risarcito con 60mila euro ed era tornato a Rimini per incassare la somma. Secondo quanto emerso, Mulargia avrebbe utilizzato quei soldi per ripianare alcuni debiti con i parenti e poi tornare nuovamente alle Canarie dove aveva lasciato il figlio e la compagna.

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E' in questo ambito che si stanno muovendo le indagini dei militari dell'Arma in cerca del movente che ha armato la mano dello sconosciuto che ha fatto fuoco. Forse proprio l'interrogatorio del 51enne, appena si sarà ripreso dai psotumi dell'intervento, potrebbe gettare una maggiore luce sulla sparatoria che, al momento, non ha portato molti indizi nelle mani dei carabinieri. Nella ricostruzione fatta delle ore precedenti agli spari, Mulargia avrebbe cenato con dei parenti in un ristorante nei pressi del centro storico di Rimini e, una volta terminato, si sarebbe poi recato a casa della madre in via Zavagli in sella alla bicicletta. Sul posto non sono stati ritrovati i bossoli e, quindi, o è stata utilizzata una pistola a tamburo o chi ha sparato si trovava all'interno dell'abitacolo di una vettura.

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