Tensioni in centro storico, i partigiani dell'Anpi contro i militanti di Forza Nuova

Serie di accuse dopo le manifestazioni e le contromanifestazioni che hanno blindato il centro storico di Rimini nel pomeriggio di sabato

Serie di accuse dopo le manifestazioni e le contromanifestazioni che hanno blindato il centro storico di Rimini, nel pomeriggio di sabato, quando i militanti di Forza Nuova hanno forzato il blocco delle forze dell'ordine per tentare di arrivare all'arco d'Augusto. A puntare il dito contro i militanti del partito di destra sono i partigiani dell'Anpi che sottolineano come "i fatti avvenuti sabato pomeriggio nel centro storico di Rimini rappresentano un episodio grave ed esecrabile". Motivo del contendere è l'occupazione di piazza Tre Martiri che, secondo il dispositivo di ordine pubblico, sarebbe dovuta essere territorio neutro ma, secondo quanto accaduto, è stata presidiata dall'Anpi che, invece, doveva tenere la propria dimostrazione in piazza Ferrari.

"Mentre all'Anpi veniva veniva proibito di presidiare Piazza Tre Martiri - scrivono i partigiani in una nota stampa - decine di neofascisti di Forza Nuova venivano lasciati liberi di scorrazzare per il centro storico, in luoghi a loro interdetti. Mentre il Presidente dell'Anpi comunale di Rimini - il partigiano Valter Vallicelli C​roce al merito della Resistenza - veniva insistentemente invitato da un poliziotto ad allontanarsi, una ventina di forzanuovisti venivano lasciati sfilare - scortati da 100 agenti e da una decina di mezzi blindati - per Corso D'Augusto, Piazza Tre Martiri e Piazza Cavour, fino alla Vecchia Pescheria, sotto gli sguardi allibiti di centinaia di Riminesi. Una scena surreale, senza precedenti nella storia recente della Città di Rimini; svoltasi oltretutto nel 70° della Liberazione dal nazifascismo".

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"Contro simili manifestazioni - proseguono - non vanno tenuti da nessuno atteggiamenti ambigui e preoccupanti, non accettabili in una città Medaglia d'Oro al Valor Civile. Ci chiediamo peraltro, se gli antifascisti riminesi avessero osato promuovere un corteo non autorizzato, avrebbero ottenuto gli stessi riguardi riservati ai militanti di Forza Nuova? La città di Rimini non deve apparire connivente con le forze più reazionarie, violente e razziste rappresentate da Forza Nuova; ha fatto perciò bene il Sindaco a tentare personalmente di dissuadere i manifestanti di Forza Nuova dal transitare nei luoghi della memoria storica cittadina. Nella gestione di questa situazione tutti devono assumersi le proprie responsabilità. L'Anpi di Rimini lo ha sempre fatto tentando di porsi alla testa di un movimento democratico e pacifico, che ha l'obiettivo di salvaguardare la dignità dei luoghi che hanno visto, con il sangue dei Partigiani, consegnare la Libertà alla città di Rimini".
 
"Nel denunciare con forza l'accaduto - concludono i partigiani - richiamiamo pertanto alle loro responsabilità i rappresentanti delle istituzioni locali, a partire da Prefetto e dal Questore, oltre ai partiti politici antifascisti che devono impegnarsi nella difesa dei valori della Città. L'Anpi non accetta di essere equiparata - da alcuni politici in malafede e da alcuni organi di stampa, che in questo caso hanno fatto di disinformazione - ai neofascisti di Forza Nuova in una logica mistificante degli "opposti estremismi": Fascismo e antifascismo non sono ugali! L'antifascismo non è un vezzo ideologico, è il valore fondante della nostra Democrazia, della nostra Costituzione, della libertà di tutti. L'antifascismo non è liturgia e cerimoniale, è pratica quotidiana e costante in difesa dei diritti di tutti, diritti erroneamente ritenuti scontati ed ai quali oggi organizzazioni violente e retrive - come Forza Nuova - vogliono attentare. Sono passati pochi giorni dalle grandi celebrazioni del 70° della Liberazione, che hanno visto un'indiscussa ampia partecipazione popolare dei riminesi; qualcuno se n'è già dimenticato?".

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