Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca

Tornerà a risplendere il Sipario Storico del teatro Amintore Galli, via a gara per il restauro

"Un ulteriore passo - ha commentato l'assessore alle Arti Massimo Pulini - che ci avvicina alla restituzione del Teatro Galli nella sua interezza e suggestioni"

Né semplice né facile la “vita” del Sipario Storico del Teatro di Rimini. Francesco Coghetti (1802 – 1875) eseguì infatti l’opera a Roma e il trasporto fino a Rimini dell’enorme sipario non fu impresa facile tanto che fu necessario “ piegarlo nel mezzo e separarlo dalla frangia inferiore poiché a rotolarlo tutto steso dava una lunghezza maggiore di 15 metri impossibile a svilupparsi nelle acute voltare delle vie”. Il sipario, dipinto a tempera su diciannove lunghe strisce di tela cucite formava infatti una superficie di 14,70 metri di larghezza per 18 di altezza.

All’inizio dello spettacolo, la tela, come veniva chiamata allora, si alzava dal basso verso l’alto, scoprendo la parte inferiore del palcoscenico. A fine spettacolo si “calava il sipario” dall’alto verso il basso. Solo nel 1923, in seguito alla introduzione della buca d’orchestra, fu aggiunto un sipario in velluto ad apertura orizzontale dal centro verso i lati, come voleva la nuova moda dell’epoca. In un primo tempo il sipario in velluto, aprendosi, scopriva il vecchio telone considerato “di gala”. Poi a poco a poco l’uso del telone venne abbandonato mantenendo esclusivamente il sipario in velluto.

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