Bagnino di salvataggio aggredito selvaggiamente da un padre di famiglia

Parapiglia sulla spiaggia di Torre Pedrera, l'aggressore fuggito col figlio dopo aver massacrato un 29enne

Momenti di paura per un bagnino di salvataggio 29enne che, nel pomeriggio di mercoledì, è stato aggredito e massacrato da un padre di famiglia sulla spiaggia di Torre Pedrera. L'unica colpa della vittima, secondo quanto emerso, è stata quella di riprendere l'aggressore e suo figlio che stavano catturando le meduse sulla battigia. "Ero in servizio al Bagno 62 - racconta il bagnino - quando ho notato padre e figlio che pescavano le meduse in mare per metterle in un secchiello. Ho spiegato loro che non si trattava di animali pericolosi e che, se fossero passati la Capitaneria di Porto o i carabinieri Forestali, quello che stavano facendo era un illecito che comportava anche una multa salata". Un consiglio come tanti, ma che l'uomo non ha gradito tanto da farsi sempre più minaccioso iniziando ad inveire contro il 29enne.

"Quell'uomo - prosegue l'addetto di salvataggio in canotta rossa - si è fatto sempre più aggressivo iniziando a urlare 'Io faccio quello che voglio' e, dopo che gli avevo ributtato le meduse in mare, ha afferrato la paletta del figlio con la punta in ferro e ha iniziato a spaccare in due le meduse. A questo punto sono tornato verso la torretta, per prendere il telefono e chiamare la Capitaneria di Porto, e il bagnante mi ha aggredito alle spalle. Prima mi ha colpito con una testata e, quando sono caduto sulla sabbia in stato di semi incoscienza, ha infierito spaccandomi prima la paletta del figlio in testa e, mentre ero a terra, mi ha messo le mani al collo cercando di strangolarmi".

Attimi di tensione con gli altri bagnanti che, assistendo alla scena, hanno preso le difese del bagnino e dato l'allarme alle forze dell'ordine. Secondo quanto emerso, a questo punto l'aggressore ha preso il figlio e si è allontanato in tutta fretta dalla spiaggia ma è stato seguito da un testimone che ha avuto la prontezza di annotare il numero di targa. Nel frattempo, sulla battigia del Bagno 62 è intervenuto sia il 118 con l'ambulanza che una pattuglia della polizia di Stato. Mentre il bagnino di salvataggio è stato portato in pronto soccorso per essere medicato, e poi dimesso con una prognosi di 8 giorni, gli agenti della Volante hanno raccolto le testimonianze dei presenti e, grazie al numero di targa, sono risaliti fino all'aggressore. Secondo quanto emerso, si tratterebbe di un bellariese già noto alle forze dell'ordine per rissa e aggressione che è stato identificato e denunciato dal personale della polizia di Stato.

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