Tribunale blindato: si è aperto il processo all'omicida del Conad di Rio Agina

Misure di sicurezza eccezionali per la prima seduta della Corte d'Assise che dovrà giudicare il camionista albanese Paoulin Nikaj accusato di aver freddato il connazionale Nimet Zyberi

Carabinieri armati di metal detector e un'accurata perquisizione del pubblico. Così si è aperta, mercoledì mattina, la Corte d'Assise che dovrà giudicare il camionista albanese Paoulin Nikaj accusato di aver freddato il connazionale Nimet Zyberi, la mattina del 17 marzo 2014, nel parcheggio del Conad "Rio Agina" a Misano Adriatico. Davanti ai tre giudici togati e ai 6 popolari, ha preso il via il processo che vede il 34enne Nikaj sul banco degli imputati dopo il rinvio a giudizio del Gip avvenuto lo scorso 9 febbraio. Il camionista albanese era stato catturato dopo una latitanza all'estero favorita da alcuni parenti, ed è accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dalla presenza della moglie incinta e dei figli minori della vittima e dai futili motivi. A salire sul banco dei testimoni, nella mattinata, sono stati i carabinieri che, il 17 marzo, effettuarono i rilievi tecnici sul luogo del delitto.

In aula sono scorsi i filmati delle telecamere a circuito chiuso sia del Conad che delle attività nella zona per permettere di ricostruire cosa avvenne la mattina del 17 gennaio. Secondo quanto emerso, tra Nikaj e la vittima non correva buon sangue per delle vecchie ruggini e, proprio in questo senso, i due e le rispettive famiglie erano finite nel vortice del kanun, il più importante codice consuetudinario albanese. Una sorta di faida dove viene fissato in maniera rigorosa il diritto di vendicare le offese del proprio familiare, colpendo fino al terzo grado i parenti maschi dell'autore. Adempiere alla vendetta è considerato un obbligo, pena il disprezzo da parte della collettività. Il movente di Nkaj, infatti, sarebbe stato legato ad una faida familiare scoppiata con Zyberi e i suoi fratelli a causa di una litigata in un bar tra Cattolica e Misano qualche mese prima dell’omicidio. In quell’occasione, aveva poi spiegato la moglie dell’omicida ai carabinieri, era maturata la decisione di acquistare la pistola clandestina proveniente dall’Albania.

Dai filmati emerge come killer e vittima fossero arrivati, accompagnati dai propri familiari, nel supermercato a pochi minuti di distanza gli uni dagli altri. E' stato poi nelle corsie del Conad che si sono incontrati per caso facendo nascere una discussione. A questo punto, Nikaj lascia il supermercato per dirigersi alla propria abitazione che dista al massimo 1 chilometro. Qui avrebbe preso la pistola acquistata in Albania ed è tornato nel parcheggio del "Rio Agina" per affrontare Zyberi freddandolo con 7 colpi di pistola sparati tra la gente che affollava la zona e uccidendo il connazionale davanti agli occhi della moglie incinta e del figlio. Bisognerà aspettare il 25 maggio per sentire la testimonianza delle mogli di vittima e assassino, entrambe presenti quella tragica mattina di un anno fa.

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