Università, sullo scontro tra Zattini e Gnassi si alzano gli scudi: "Il sindaco di Forlì si sente già imperatore della Romagna?"

Il consigliere regionale Giorgio Pruccoli si scaglia a sostegno del primo cittadino riminese. E il sindaco Parma sottolinea che a a Forlì "pensano ai fatti propri"

I consiglieri regionali Giorgio Pruccoli e Nadia Pruccoli

L'università della "discordia". La facoltà di medicina ha acceso gli animi a Forlì con il sindaco Zattini che ha definito Gnassi un nemico del progetto. Dalla Riviera la replica non si è fatta attendere in un botta e risposta al vetriolo.

Nel Riminese si sono alzati gli scudi e a sostenere Gnassi, tra gli altri, ci sono il sindaco di Santarcangelo Alice Parma che commenta: "È proprio questo il problema a cui si riferiva Andrea Gnassi in quella che Zattini definisce “uscita violentissima” durante il confronto di qualche settimana alla Festa dell’Unità di Borgo Sisa. A Forlì pensano ai fatti propri, con tanti saluti alla Romagna che stiamo costruendo da 10 anni. Una forma di egoismo patologico, una costruzione di muri nell’epoca in cui bisogna cercare di abbatterli, da parte di chi è più preoccupato delle sue lotte di partito che della politica vera. La cosa buffa è che tutto questo accade nello stesso giorno in cui l’economia chiede una Romagna unita e forte: la migliore risposta a Zattini l’hanno data gli industriali e gli imprenditori romagnoli. A buon intenditor…".

Anche il consigliere regionale Giorgio Pruccoli esprime il sostegno a Gnassi: "Ma il Sindaco di Forlì cosa cerca di dire, oltre ad alzare il polverone e offendere il suo collega di Rimini? A parte che a Rimini c'è un sindaco che ha dimostrato di saperlo fare, sia per la propria città che a favore delle politiche di area vasta, quello di Forlì, prima di avventurarsi in simili intemerate, non pensa di avere ancora tutto da dimostrare? O aver vinto quelle elezioni lo ha già elevato al rango di Imperatore della Romagna? La cultura politica sovranista fa danni a tutti i livelli. I nostri avi sono scesi dagli alberi, sarebbe ora per noi di trovare la giusta dose di emancipazione per saper scendere dai campanili. Gnassi ha giustamente posto un tema. Le scelte in questa Regione e nell'area vasta della Romagna si sono sempre condivise cercando l'unanimità per quanto possibile. Senza forzature.
E sarebbe il caso che anche a Forlì, nonostante il cambio di matrice politica, ci fosse la volontà di mantenere un bon ton istituzionale e un metodo di condivisione delle scelte che rispetti tutti gli angoli del territorio. Legge del taglione e della giungla qui sono superate da tempo. Esistono i luoghi della concertazione. E Rimini, piaccia o non piaccia, in quei luoghi ci sta e va rispettato. Perché rispetta a sua volta. Il Sindaco di Forlì se gli si parla di piano strategico di area vasta romagnola sa di cosa parliamo? Perché dopo il superamento delle repubbliche marinare, delle contee, dei marchesati e della monarchia, le scelte strategiche si fanno e condividono in area vasta con la cooperazione istituzionale.

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Anche la consigliera regionale Nadia Rossi ha replicato chiedendo di trovare soluzioni e alternative e non attacchi di questo livello.
Sulla facoltà di medicina era intervenuto, accennando alla questione, come esempio della necessità di una Romagna unita, anche il presidente di Confindustria Paolo Maggioli, in occasione della presentazione del progetto Città Romagna. Maggioli aveva infatti proprio evidenziato che su temi così importanti vanno prese decisioni insieme e non arrivare a un progetto simile solo perché un territorio da solo fa uno scatto in avanti.

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